DITE ALLA SANTANCHE’ CHE LA LIBERTA’ E’ L’ISTRUZIONE, NON IL DENARO

DI MONICA TRIGLIA

«Il denaro è l’unico vero strumento di libertà. I soldi servono a essere liberi. Pagare i propri conti vuol dire comandare». Oplà! Nella trasmissione “Alla lavagna” in onda su RaiTre, Daniela Santanchè, ex parlamentare del centro destra e ora esponente di Fratelli d’Italia, detta a una classe di alunni dai 9 ai 12 anni la filosofia di vita. Lo fa rispondendo a una domanda di una bambina sul valore del denaro. A cui spiega: «Il mio papà ha insegnato a me e ai miei fratelli che chi paga comanda e lo dico a te che sei una donna. Il denaro è un grande strumento di libertà».

Da segnalare (di buono) lo sbigottimento di gran parte del pubblico, e le polemiche soprattutto sui social. Un tweet tra tutti: «Lavori per anni a 1.500 euro al mese, promuovendo cultura, valori, senso civico, poi arriva la Santanchè a dire che la libertà te la danno i soldi».

A pensarci, però, stupisce questo stupore. Perché, dato il personaggio, cos’altro ci si poteva aspettare? Niente di diverso. La Santanchè è la stessa persona fresca di polemiche con Vladimir Luxuria, da lei bacchettata per aver parlato – sempre “Alla lavagna” – della sua vita da transessuale. «Trasmette ai bambini un modello sbagliato» aveva strillato in tv la Santanchè prima di registrare la sua puntata e proporre il suo modello: denaro=potere=libertà (!).

Ciò di cui invece bisognerebbe discutere sono programmi come “Alla lavagna” che, per fare ascolti, mettono in cattedra anche protagonisti da cui c’è davvero poco da imparare.

“Alla lavagna” ha esordito con il ministro dell’Interno Matteo Salvini, bell’esempio (è ironico n.d.r.) di generosità e solidarietà. E ha proseguito con il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, sicuro fautore, con i suoi tunnel che non esistono, dell’importanza della fantasia.

Cosa avranno mai da insegnare ai bambini Salvini e Toninelli e la Santanchè?

Scrive bene sul suo blog sul Fatto Quotidiano il maestro Alex Corlazzoli: «Sono cresciuto in una famiglia povera, con un padre operaio e una madre casalinga ma a permettermi di essere un uomo libero è stata l’istruzione che la scuola mi ha dato. Se fosse per la mia famiglia, che oltre a non avere soldi non aveva nemmeno una libreria in casa, oggi non avrei la possibilità di viaggiare, di conoscere altre realtà, di poter leggere un libro, di poterne scriverne uno».

Non sono i soldi, è l’istruzione che permette di guadagnarsi da vivere e non dipendere da nessuno. L’istruzione è la libertà di base.

Ed è giusto allora seguire il monito del maestro Corlazzoli: «Provate a fare un’operazione semplice: sostituite – nella frase della Santanchè – “denaro” con la parola “istruzione”». Troverete così il modello giusto da presentare ai bambini: «L’istruzione è l’unico vero strumento di libertà. La scuola, i libri servono a essere liberi. Chi si istruisce comanda. L’istruzione è un grande strumento di libertà».