UN PUTIFERIO ATTORNO A PAOLO SAVONA

DI STEFANO SYLOS LABINI

Su Paolo Savona i mass media italiani sono riusciti a fare un capolavoro costruendo la leggenda antieuro. Savona è identico a Ciampi: vorrebbe un’Europa diversa così come la voleva Ciampi. Savona non ha mai pensato di uscire dall’euro e neppure avrebbe avuto il coraggio di fare operazioni non ortodosse come la Moneta Fiscale. Non ho mai capito tutto questo gran casino che si è scatenato da una parte e dall’altra: c’era chi lo dipingeva come un’estremista pericoloso e chi sperava chissà che cosa da Savona. Erano infondate tutte e due le interpretazioni. Savona ha solo cercato di proporre una riforma della governance dell’eurozona così come lo aveva fatto persino Mario Monti con lo scorporo degli investimenti dal cacolo del deficit.

Speravamo di esserci liberati da Renzi e Berlusconi ma mi sa che qui ci hanno fregato un’altra volta. Un governo del “cambiamento” con Tria, Savona e Moavero Milanesi già puzzava di bruciato lontano un miglio. Poi con il M5S che continua sempre a parlare di taglio dei parlamentari e degli stipendi e con la Lega che ci mette in croce sugli immigrati non se ne può più. Tocca che ci mettiamo il cuore in pace. I tempi saranno molto più lunghi. Nel frattempo potrebbero tornare i tecnocrati guidati da Mario Draghi che ci faranno a pezzi. La vedo nerissima.Tria dice che nel bilancio dello Stato sono stanziati 150 miliardi in 15 anni per gli investimenti pubblici, già scontati nel deficit. Questo è uno dei tanti misteri: supponiamo che i soldi ci siano e non vengano spesi, potrebbero essere utilizzati per la riduzione del deficit annuale. Invece non riusciamo a ridurre il deficit e non spendiamo i soldi per investimenti: la storia non quadra. I soldi dove finiscono ? Nelle caverne? Oppure non c’è niente ? Propendo per la seconda ipotesi. Quello che è sicuro è che quando i conti entrano sotto pressione la voce più facile da tagliare è quella degli investimenti pubblici. Con le attuali regole europee è impossibile conseguire una ripresa economica degna di questo nome. La maggioranza farebbe meglio a non illudersi con le misure appena varate sul reddito di cittadinanza e quota 100 mentre i partiti di opposizione dovrebbero rendersi conto che se ci fossero stati loro al governo non avrebbero potuto fare niente di meglio. Eppure tutti i giorni si parla di una ripresa che sta arrivando e di programmi alternativi assolutamente inconsistenti e non all’altezza della gravità della situazione.