CHE COSA CAMBIERÀ A REPUBBLICA CON LA DIREZIONE DI CARLO VERDELLI ?

DI GIANFRANCO MICALI

Mario Calabresi è stato licenziato da Repubblica . Non ho nulla contro di lui. Mai incrociato, e quelle poche volte che è apparso in tv non era antipatico. Difficile sapere se la linea editoriale-politica del quotidiano fosse tutta sua, o imposta dall’alto.
In ogni caso, come più volte fatto notare qui su Fb, la sua è stata una direzione incolore, che talvolta scadeva nel banale. Un giornale di battaglia è stato trasformato in un foglio senza carattere, con “ambizioni” da rotocalco popolare. Come un pitbull, costretto a fare il cane da compagnia al posto di un pincher. La mia opinione, poi, conta poco, mentre le centinaia di migliaia di lettori che hanno smesso di acquistarlo sono arbitri significativi, e non risulta convincente l’addossare la colpa all’avvento del digitale. In questo periodo sono nati, o si sono consolidati quotidiani , i quali pur non raggiungendo le vette della Repubblica di anni fa, sono riusciti ad ottenere discreti risultati.
Al posto di Calabresi è stato nominato Carlo Verdelli, professionista di esperienza, ma il suo successo dipenderà sia dalla lunghezza del guinzaglio applicato dagli Editori e sia dalla volontà e capacità di “tradire” perfino il proprio passato. Verdelli, oltre che vicedirettore del Corsera, è stato direttore di Vanity Fair , della Gazzetta dello Sport e Direttore Editoriale per l’offerta informativa nella Rai renziana.
Ecco, in che misura questi precedenti abbiano pesato nella scelta del suo nome , e peseranno, d’ora in poi, nella conduzione, lo sapremo solo vivendo.
Ma lo sapremo molto presto.