UN GUANTO PER DIRE NO AL CYBERBULLISMO

DI MONICA TRIGLIA

Dice un rapporto del Censis che più della metà degli studenti tra 11 e 17 anni subisce comportamenti offensivi, non riguardosi o violenti da parte dei coetanei. Accade tra amici e compagni di scuola ma anche sulla Rete, dove sono le ragazzine ad avere la peggio. Bullismo e cyberbullismo sono fenomeni sempre più gravi, i primi, secondo gli oltre 900 dirigenti scolastici interpellati dal Censis, a interferire con il normale svolgimento delle attività scolastiche.

Oggi, 5 febbraio, è la giornata per la sicurezza in Rete (Safer Internet Day) voluta dalla Commissione Europea e giunta alla 16esima edizione. Tra tante iniziative in programma, ce n’è una speciale che invita a mettere un guanto su un cancello per dire no a ogni forma di bullismo, compreso quello digitale.

L’idea nasce da Fondazione Carolina, la no profit fondata a Milano da Paolo Picchio in memoria della figlia, prima vittima italiana di cyberbullismo, suicida a soli 14anni per l’umiliazione di essersi vista in un video in Rete mentre, priva di coscienza, i suoi coetanei giocavano con il suo corpo mimando atti sessuali.

Una proposta sviluppata con gli educatori di Pepita Onlus e Cuore e Parole, con il sostegno della Fom – Fondazione oratori milanesi.

Durante le celebrazioni per il Safer Internet Day e per tutta la settimana fino al 10 febbraio, gli oratori dell’Arcidiocesi di Milano, la più grande al mondo, ospitano laboratori, testimonianze, giochi e dibattiti sul rapporto tra minori e nuove tecnologie. Iniziative di sensibilizzazione e formazione per ragazzi, educatori e genitori come la diffusione del decalogo #aprovadisocial sull’uso corretto delle tecnologie. E incontri con adolescenti, genitori, educatori con gli esperti di Fondazione Carolina.

Il progetto non si limita all’hinterland milanese, ma coinvolge gli oratori di tutta Italia. Solo nella fase preliminare si sono registrate adesioni da sei regioni per un totale di oltre 400 incontri.

Ma perché il guanto sul cancello? «Il guanto è simbolo di protezione e di calore» commenta il direttore generale di Fondazione Carolina, Ivano Zoppi. «Ciò che ogni giorno cercano milioni di ragazzi che frequentano gli oratori». Dopo scuola e famiglia, sono infatti le parrocchie il luogo in cui i ragazzi trascorrono più tempo; bambini e adolescenti di culture, etnie e religioni diverse che si confrontano, convivono, giocano e studiano. «In questo tempo di muri, ponti interrotti e porti chiusi» aggiunge Zoppi «i cancelli degli oratori sono sempre aperti. Proprio su queste cancellate invitiamo i ragazzi e le famiglie ad appendere un guanto, sinonimo di attenzione e di cura nelle nostre relazioni quotidiane, dentro e fuori la Rete».

Il cyberbullismo è un pericolo, soprattutto per i giovanissimi, ma riguarda tutti. Per partecipare, basta un vecchio guanto, da condividere anche sui social, con l’hashtag #postaconiguanti.

Tutte le informazioni su www.fondazionecarolina.org.