TUTTO DAL FESTIVAL DI SANREMO

DI CINZIA MARONGIU

Gran pienone per la prima conferenza del Festival nel corso della quale Claudio Baglioni continua a parlare di armonia nonostante fuori dal Teatro Ariston ci sia un gigantesco Tapiro che “Striscia” vuole consegnargli per il presunto conflitto di interessi. E nonostante la tensione sia palpabile. Si parla del Festival, degli ospiti, di musica, si annuncia l’arrivo anche di Riccardo Cocciante, ma in realtà l’attenzione generale è concentrata su ciò che Baglioni dirà o non dirà sul presunto conflitto di interessi e sulla questione dei migranti, se non altro nel rivendicare libertà di espressione per sé e per gli artisti. Questi argomenti a più riprese sono stati affrontati, magari con battute, magari togliendosi qualche sassolino dalle scarpe. Ma non solo.

Del conflitto di interessi parla esplicitamente Teresa De Santis, la direttrice di Rai1, che chiarisce subito quale sia il rapporto con Claudio Baglioni, visto che si era a lungo parlato di dissapori tra i due, dopo le parole di Baglioni sui migranti.  “L’ho ereditato con gioia questo Festival e ho grandissima stima del lavoro che ha fatto Claudio. Tra di noi non ci sono stati screzi”, smentisce. “Anzi, la buttiamo un po’ sul ridere”. E ancora: “Definire il Festival autarchico non c’entra niente. Sovranista? C’è voglia di sottolineare la nostra identità, questo sì. Un altro dei temi sui quali siamo chiamati in causa è il cosiddetto conflitto di interessi. Non parlo contrattualmente di questo tema perché non ho titolarità per esprimermi sul piano tecnico su un una questione che riguarda gli ambiti legali. Ne parlo sul piano concettuale, culturale per quanto mi riguarda. E per l’esperienza che ho accumulato negli anni, penso per esempio al Live Aid, è molto frequente che siano le filiere amicali a creare le condizioni per arrivare al massimo del risultato”. “Nel caso di Baglioni”, aggiunge la direttrice di Rai1, “quando si fa un contratto ad un artista vivente e operante, è normale che abbia rapporti anche con l’industria della produzione musicale e dunque sta alla sua coscienza, che credo sia molto forte, portare avanti i risultati. E mi pare che lo scorso Festival lo abbia ampiamente testimoniato”. E ancora: “Baglioni ha 50 anni di storia alle spalle e un profilo internazionale e non penso che voglia buttare alle ortiche questa esperienza per finire nelle strettoie di chissà quali oscure macchinazioni e veder denigrare la sua arte. Non ha bisogno di chissà quali sovvenzioni né di chissà quali giochi di potere. Credo che non ci sia altro da aggiungere da questo punto di vista”.

Baglioni: “La cosa più difficile che mi sia capitato fare”

 

Claudio Baglioni comincia regalando un mazzo di rose rosse a Teresa De Santis e quindi con una citazione dell’ultimo giorno del Festival dello scorso anno, nel quale Angelo Teodoli, allora direttore di Rai1, gli aveva regalato un mazzo di rose rosse per confermare che la Rai lo avrebbe voluto ancora alla guida del Festival del 2019. “Dopo sette no, al Festival ho detto di sì.  È la cosa più difficile che mi sia capitato di fare. Ci sono discese ma anche salite, qualcuna particolarmente aspra da scalare. Era passata da poco Pasqua quando ho ricevuto questa proposta. Io rispetto al Festival mi sento un servitore. Sono fedele alla Costituzione di Sanremo e credo che questo sia il Festival della canzone italiana. E rivendica: “L’anno scorso ho eliminato le eliminazioni: sembrava una follia e invece ha funzionato benissimo e ha avvicinato di più gli artisti al Festival. Così come ho eliminato la serata della cover. Vorrei che fosse popolar-nazionale perché ritengo che l’internazionalità sia non solo nel nome ma perché molti artisti sono internazionali, come Andrea Bocelli e come Riccardo Cocciante”.

Basta chiacchiericcio e inutili polemiche

 

Naturalmente le polemiche dell’ultimo mese non lo hanno lasciato indifferente e confessa: “Sono un po’ stanco ma anche felice per aver cercato tra le 400 proposte quelle capaci di dare una fotografia del reale. Le canzoni hanno uno spettro molto largo nel quale i diversi pubblici possano riconoscersi. L’ho fatto sapendo che mi sono fatto 24 amici (ovvero le 24 canzoni prescelte, ndr) e altri 360 che se potessero mi ammazzerebbero con le loro mani. Ma d’altra parte “dura lex, sed lex”, come mi diceva Baudo”. E poi la stoccata finale: “Sono felicissimo che mi abbiate lasciato spazio per parlare del Festival, anziché come faccio al solito dei migranti”, scherza Baglioni. E poi puntualizza: “In realtà io mi sento davvero il sacrestano del Festival, che è  una messa cantata e spero che sia cantata al meglio. Questo per dire che il Festival è più importante di tutti noi e di qualsiasi personalismo. Raccoglie sforzi, speranze e aspettative. E se un elemento esterno polemico devierà l’attenzione io cercherò di riportare il discorso sul Festival e sulle canzoni. Non si deve far prevalere il chiacchiericcio”.

“Con Bocelli saranno cavoli amari”

 

Risponendo a una domanda, Baglioni chiarisce anche che questo: “Non sarà un Festival politico, almeno non nell’accezione che si può pensare. Il nostro sarà un Festival che si basa sulle canzoni. Quando mi hanno chiamato, ho chiarito che con me non ci sarebbe stata la parte di costume e di spettacolo, che c’era stata con i conduttori classici. Nella parte dell’intrattenimento vincerà la leggerezza”.

Si toglie qualche sassolino sempre a proposito del conflitto di interessi: “Nella  prima serata con Andrea Bocelli farò “Il mare calmo della sera” e per me sono cavoli amari perché canterò nella tonalità di Bocelli. E, a proposito del conflitto di interessi, vorrei rivelarvi che Andrea passerà il testimone a suo figlio Matteo. Quindi avremo anche un caso di nepotismo”.

Il conflitto di interessi ritorna anche in una domanda sul finire. Il vicedirettore di Rai1 Claudio Fasulo chiarisce: “La clausola di trasparenza nel contratto di Baglioni c’è ed è stata rispettata. Il suo contratto è in linea con quello firmato dai direttori artistici precedenti. Le nostre scelte sono inattaccabili dal punto di vista della qualità. Questa situazione è figlia di un mercato molto concentrato, ma nella assoluta trasparenza”. E ancora: ” La commissione selezionatrice, di cui anche io faccio parte, ha lavorato nell’assoluta assenza di pressioni”.

“Le mie cinque canzoni per Mimì”

“Ho un legame particolare con Mia Martini: sono stato l’autore di 5 suoi pezzi nel suo primo disco”, racconta Claudio Baglioni. E conferma: “Parteciperò al ricordo di Mimì cantando “Almeno tu nell’universo” con Serena Rossi”.

https://spettacoli.tiscali.it/sanremo/articoli/sanremo-diretta-conferenza-stampa-lunedi-4-febbraio-2019/