VIDEO CHOC: INTIMIDAZIONE IN CALABRIA, LA VITTIMA DIVULGA IN RETE LE IMMAGINI

DI MARINA NERI

 

Silenzio, è notte, canta solo il mare dei Bronzi la sua nenia antica, quella dell’onda che carezza sempre la riottosa spiaggia .

Silenzio. È notte, quella in cui ogni nido è rifugio di corpi e anime, a riposare, a riflettere, a pensare al domani ricco di futuro o solo di ore da passare.

Silenzio. È notte. Il Resort con le sue strutture dorme nella quiete dell’inverno. Quella parte di anno in cui ci si fa belli, ci si prepara al debutto in società della bella stagione.

Quella del sole caldo, amorevole che bacia la sabbia, quella delle risa, dei canti, dei falò in riva al mare. Quella del vociare che esprime nella sua intensità l’immensa voglia di vivere che l’ estate, ogni estate della vita, porta con sé.

Silenzio. È notte. Fremono le foglie al vento dell’inverno, mai completamente freddoa quelle latitudini, mai totalmente sferzante, anzi compagno di ogni stagione nei paesi di mare.

Silenzio. È notte. Protetti dall’ oscurità, operano indisturbati. Sono i figli della malapianta che, mai estirpata, infesta ogni anelito di libertà e di riscatto della gente di Calabria, quella che resta, quella che vorrebbe imprendere e produrre nella propria terra.

Si aggirano furtivi, sanno che le ombre sono loro alleate e il silenzio loro complice atavico.

È un attimo. Non ci vuole molto a distruggere il lavoro di una vita. Non ci vuole molto a fare cenere dei sogni, a farli inabissare nei gorghi dell’ illegalità.

Crepita il fuoco. E un sorriso compiaciuto aleggia sui visi di mandanti ed esecutori.
Non è il sorriso di Prometeo, quello fiero di chi dona, è quello della ‘ndrangheta, il sorriso malvagio di chi corrompe, del male che irrompe e distrugge.

Fuoco e in un attimo la struttura brucia, le onde del mare sono troppo lontane per spegnere quella malvagità.

Ancora una volta il Resort Saline, di Saline Joniche, ( RC) nel mirino delle intimidazioni. Nella notte alte le fiamme a testimoniare il dolo di chi vuole una terra schiava e mai padrona.

Fortunatamente l’intimidazione non ha prodotto gli effetti sperati dai piromani. I vigili del fuoco, intervenuti tempestivamente, hanno evitato la propagazione delle fiamme.

Ma stavolta un effetto boomerang si è abbattuto sulla macchina criminale.

I proprietari del Resort, dopo avere sporto l’ ennesima denunzia ed essersi affidati alle autorità che proseguono le indagini per risalire ai colpevoli, hanno mandato in rete e divulgato il video estrapolato dalle telecamere di sorveglianza dei locali.

È divenuto così virale il video in cui si vedono i due ” esecutori del piano criminale”.

“Vogliamo diffondere il video delle nostre telecamere di video sorveglianza affinché questi vigliacchi si sentano non solo braccati dalle forze dell’ordine, ma soprattutto da tutte quelle persone oneste che ancora credono che questa terra un giorno possa finalmente cambiare”, hanno dichiarato i responsabili del Resort.

Gli inquirenti sicuramente riusciranno a risalire alle identità dei due che hanno appiccato il fuoco.

Ma per una volta il male ha un volto immediato, i gesti hanno una valenza e un effetto rapido sull’opinione pubblica che ne viene investita e prova ribrezzo e orrore.

Un atto criminale esposto a giudizio di popolo, senza filtri, senza se e senza ma.

Fra qualche mese, probabilmente, i difensori dei due criminali chiederanno persino il risarcimento danni ai titolari del Resort per lesione del diritto all’ immagine e per violazione della privacy dei due estorsori.

Così come i boss adesso chiedono allo Stato italiano il risarcimento per equa riparazione per le lungaggini processuali dei processi che gli stessi hanno cagionato.

È vero, nessuno tocchi Caino, ma a volte Abele sa mettere a segno colpi magistrali. Il video è un colpo all’orgoglio e alla tracotanza e, nel linguaggio dei gesti del mondo criminale, questo è una mossa eccezionale, da plauso e sostegno.