RAGGI: LO STADIO SI FA. MA C’E’ LA CATASTROFE DELLE INFRASTRUTTURE

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

La sindaca di Roma, Virginia Raggi, relativamente al nuovo impianto che dovrebbe sorgere a Tor di Valle, ha dichiarato: “lo stadio si fa. E i proponenti potranno aprire cantieri entro l’anno”. Tale affermazione è stata proferita dopo aver letto il tanto atteso parere del Politecnico di Torino su fattibilità e criticità in termini di viabilità del progetto. A tal proposito il primo cittadino ha convocato una conferenza stampa per presentarlo. Il professor Bruno Dalla Chiara, l’ingegnere referente del gruppo di lavoro per il Politecnico di Torino, ha asserito: “è un sì condizionato. Va bene lo stadio, ma prima serve un’offerta plurimodale di mobilità. Sarà importante nei prossimi mesi un’analisi dei cantieri”. Dalla Chiara ha altresì aggiunto che sarebbe difficile e improbabile pensare che il 50% di utenti si possa spostare con il trasporto pubblico. Ci vorrebbe un preciso e cospicuo piano di investimenti sulla Roma Lido e sulla ferrovia Fl1. Il tecnico, a tal proposito ha aggiunto: “a novembre abbiamo usato parole forti e usato il termine ‘catastrofico’, perché andare nella direzione di un’offerta stradale in assenza di un’offerta ferroviaria non competitiva vuol dire non andare verso gli obiettivi europei e aggravare la situazione stradale. Il problema c’è, ma esistono soluzioni. La rete viaria romana è già carica. E oggi si parla di offerta di trasporto plurimodale. Le stazioni Tor di Valle e Magliana devono essere realizzate in tempi contenuti”. Dalla Chiara è anche scettico sull’idea di realizzare un nuovo ponte, il cosi detto ponte di Traiano.
Dal documento ufficiale si scorge però uno scenario alquanto nebuloso per quanto riguarda la viabilità stradale. Gli ingegneri del Politecnico di Torino, ipotizzano “negli scenari futuri un possibile blocco pressoché totale della rete principale di connessione con la location stadio, a parità o circa di livelli di mobilità motorizzata attuale. Lo scenario derivante dalle simulazioni in presenza di evento sportivo, nonostante le assunzioni prodotte, già a partire dall’intervallo orario considerato, da noi considerato eccessivamente favorevole, fino ad arrivare ad un utilizzo del mezzo pubblico pari al 50%, restituisce un quadro ‘catastrofico’, con punte di oltre 8.500 veicoli orari per singola direzione sul Gra, laddove già solamente 6.000 veicoli possono rappresentare in taluni casi un limite di saturazione”. Il Politecnico precisa che “l’uso del termine catastrofico posto tra virgolette denuncia quindi un quadro che si consiglia fortemente di evitare, consapevoli che si tratta pur sempre di problemi di traffico (non di strutture civili né di incidentalità, ecc.), ma con impatti possibilmente su inquinamento e salute”.
Il vicepresidente esecutivo della As Roma, Mauro Baldissoni, a margine della conferenza stampa, ha affermato: “è il momento ormai, dopo tutto il tempo speso su questo progetto, che la città abbia la possibilità di vedere un investimento di tale portata e che la Roma posso effettivamente lavorare alla costruzione. Sapete da quanto tempo stiamo lavorando su questo progetto con l’amministrazione, questo passaggio era fuori dalla procedura e non aveva un valore giuridico ma più che altro mediatico-politico. Ci attendevamo un esito positivo. Non parliamo ora di date ipotetiche, continuiamo a lavorare quotidianamente per risolvere le ultime tematiche per quanto riguarda la conclusione della convenzione urbanistica fra proponente e amministrazione. Non ci sono temi controversi solo aspetti tecnici da definire, immaginiamo di farlo in tempi molto ristretti”. La sindaca Raggi aveva già confermato in più occasioni l’intenzione di voler portare avanti il progetto dell’impianto a Tor di Valle, nonostante l’inchiesta giudiziaria relativa ad alcune procedure per la realizzazione dell’impianto. A Roma arriveranno un miliardo di investimenti e un’area assolutamente degradata verrà finalmente riqualificata. I cittadini usufruiranno di servizi su infrastrutture perché lo stadio diventa un catalizzatore di interventi già previsti. Anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini è soddisfatto del risultato, difatti ha affermato: “buona notizia per Roma e per tutti gli sportivi italiani. C’è assoluto bisogno di stadi nuovi, moderni e sicuri, finalmente un’area degradata della città tornerà a vivere”. Luigi Di Maio all’unisono con il ministro Salvini, si complimenta con la sindaca. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, concorda che sia una notizia ottima: “mi sembra una cosa di buon senso, in una città come Roma le due squadre meritano una loro casa per fare investimenti. Come in tutte le altre metropoli del mondo”. Da inizio 2015 la società giallorossa di James Pallotta ha avviato l’iter per realizzare l’impianto di proprietà del club in sinergia con l’imprenditore Luca Parnasi. Quest’ultimo ora indagato dalla Procura per associazione a delinquere finalizzata a corruzione. La giunta Raggi a febbraio 2017 ha variato il masterplan, dimezzando, in accordo con il club e il costruttore, le cubature del business park con un taglio dei fondi privati destinati a pagare opere pubbliche a servizio della struttura. Il rendering attuale prevede un’arena da 55 mila posti, un business park con uffici, una centralità commerciale e un parco fluviale con diversi accessi ciclopedonali. L’ultimo passaggio burocratico è l’approvazione della variante urbanistica in Assemblea Capitolina. Non è chiaro però, dato che Parnasi è indagato, chi costruirebbe lo stadio e il business park. La stessa società giallorossa potrebbe rilevare la quota dell’imprenditore ma al momento si tratta solo di possibili ipotesi.
Alla luce di tali considerazioni l’avvio del cantiere nel 2019 sembra veramente un’impresa ardua.