SANREMO PRIMA SERATA: GAG DEBOLI E LIEVE FLESSIONE DI ASCOLTI

DI CHIARA FARIGU

Un esordio in calo rispetto allo scorso anno per la prima serata della 69^ edizione del festival: 10 milioni i telespettatori sintonizzati su Rai 1, corrispondente ad un 49,5% di share, il 52,1% lo scorso anno, il migliore degli ultimi 10 anni.

E’ questo il primo bilancio della kermesse canora targata Baglioni-bis. Allo studio i motivi della mancata impennata per poi concordare che Sanremo è comunque sempre Sanremo, come recita un vecchio refrain. E che quella di ieri era pur sempre la prima delle cinque serate. Pertanto tutto può succedere.

Baglioni, direttore artistico e padrone di casa, apre la serata con “Via, voglio andare via”, vecchio cavallo di battaglia (e forse, desiderio recondito per le troppe polemiche dei giorni scorsi) per poi presentare i suoi compagni di viaggio, Virginia Raffaele e Claudio Bisio.

Lei, fresca, simpatica, bella e navigata padrona della scena anche se con qualche gaffe di troppo. Lui, Bisio, decisamente in calo rispetto alle performance di Zelig alle quali ci ha abituato. Il suo monologo, sul Baglioni pericoloso sobillatore, ripescando frasi dai suoi testi che lo vedono come responsabile, decenni prima che succedesse, dell’attuale fenomeno della migrazione, ha strappato pochi sorrisi e convinto non più di tanto.

Poco show e molta musica in questo festival ‘dell’armonia’, come lo ha ribattezzato il Claudio nazionale. Forse troppa per una serata decisamente lunga e a tratti lenta.

Commovente e dovuto il ricordo di Fabrizio Frizzi che ‘avrebbe meritato di condurlo il festival’, ha detto Baglioni rivolto al pubblico che gli tributato una standing ovation.

Ventiquattro canzoni in gara, senza distinzione alcuna tra big e giovani. Una scelta del direttore artistico per mettere al centro la musica e non l’interprete. Alcune degne di nota fin da subito, altre appena sufficienti, per le rimanenti il 5 politico come quello garantito agli alunni di una scuola media romana in segno di fiducia.

E’ quanto ha decretato il televoto a fine serata che ha suddiviso in tre fasce diversamente colorate i 24 cantanti.

Nella blu: Ultimo, Loredana Berté, Daniele Silvestri, Irama, Simone Cristicchi, Francesco Renga, Nek, Il Volo.

Nella gialla: Enrico Nigiotti, Federica Carta e Shade, Boomdabash, Negrita, Paola Turci ,Anna Tatangelo, Patty Pravo e Briga, Arisa.

Nella rossa si sono posizionati: Mahmood, Achille Lauro, Nino D’Angelo e Livio Cori, Einar, Ghemon, Motta, Ex-Otago, Zen Circus. Una classifica, ha più volte ribadito Baglioni, del tutto provvisoria.

Generi diversi che spaziano dalla melodia tutta italiana e sanremese in particolare, al rapper al rock e al pop per accontentare tutti i gusti e attrarre i giovani poco propensi al sound melodico.

A dare un senso alla serata, gli ospiti. Un immenso Bocelli col figlio Matteo che ricalca quel palco che lo lanciato 25 anni orsono e poi Giorgia, una delle voci più belle della musica italiana.

All’altezza delle aspettative Pierfrancesco Favino (ogni riferimento è casualmente voluto per i due coccodrilli e un orango tango, cantata in coppia con Baglioni?), poco convincente Claudio Santamaria, ultimamente super ospite nei programmi a tema musicale.

Stasera la seconda serata, sul palco 12 dei 24 cantanti, i restanti 12 domani, nel terzo appuntamento. Ospiti Mengoni e Cocciante, un omaggio, con il conferimento di un premio postumo alla carriera, all’ indimenticabile e indimenticabile Pino Daniele.

Saliranno gli ascolti? Lo scopriremo solo vivendo, cantava Lucio Battisti, anche lui partito da teatro ligure più famoso d’Italia nel lontano 1969

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