ANNA MARIA FRANZONI HA PAGATO IL SUO DEBITO: LIBERA

DI MARINA NERI

 

Da poche ore Anna Maria Franzoni è libera. Ha pagato il suo debito con la giustizia. La mamma di Cogne torna in libertà.

Il processo di primo grado fu avviato nei suoi confronti nel 2002. Si concluse nel luglio del 2004 e, grazie alla scelta del rito abbreviato, fu condannata a trent’anni e non all’ergastolo per l’ efferato omicidio del figlioletto, Samuele Lorenzi, ancora oggi rimasto senza un plausibile movente.

Colpevolezza che, nonostante le ripetute, le costanti affermazioni di innocenza della donna, una campagna mediatica senza precedenti, una presenza nelle trasmissioni televisive da parte della stessa Franzoni o dei suoi famosissimi legali, ultimo in ordine di tempo il prof Taormina, poi in disaccordo con la cliente, non ha mai conosciuto una inversione di tendenza nelle statuizioni delle sentenze.

Colpevole anche in appello, pur tuttavia la pena detentiva venne ridotta a sedici anni per la concessione delle attenuanti generiche, che furono ritenute equivalenti all’aggravante della commissione del fatto nei confronti del proprio figlioletto.

La Franzoni che nel frattempo era divenuta mamma per la terza volta, proponeva ricorso per Cassazione.

Nelle more del processo la donna era rimasta libera ritenendo i magistrati non sussistenti pericoli di reiterazione del reato o di inquinamento prove.

Il 21 maggio 2008 la Cassazione confermò la sentenza della Corte di Assise di Appello di Torino. Quella sera stessa per Anna Maria Franzoni si aprirono le porte del carcere.

Nel novembre del 2008 una perizia psichiatrica confermò il rischio di reiterazione del reato, negandole la possibilità di incontrare i figli fuori dal carcere.

Gli anni a seguire videro la donna e la sua famiglia impegnati in altri fronti giudiziari, in filoni che erano scaturiti dal processo principale e li avevano visti ora accusatori, ora accusati per reati quali la calunnia nei confronti di vicini di casa che la donna stessa e il marito avevano indicato quali assassini del figlioletto.

Nel 2014 iniziava un nuovo percorso per la Franzoni, detenzione domiciliare e beneficio del lavoro all’esterno.

Grazie all’indulto, sostanziale diminuzione della pena stabilita per legge, e ai previsti giorni di liberazione anticipata per la sua buona condotta i 16 anni di reclusione sono stati ridotti a meno di 11.

E oggi 7 febbraio 2019 la parola Fine alla sua vicenda giudiziaria, a meno di qualche scoperta eclatante che porti alla revisione del processo, è stata scritta.

Ha pagato il suo debito con la giustizia Anna Maria Franzoni. Ha lottato giudiziariamente, ha perso, ha scontato la pena, quella stabilita dalla legge degli uomini.

Libera. Auspicando che lo possa essere anche il suo cuore di madre che porta in sé il peso di un dolore immane da innocente o il peso di un dolore immenso doppiamente da colpevole.