CI VORREBBE ALMENO UNA MULTA PER CHI SALUTA I CASAMONICA E L’ATTENTATORE DI TOGLIATTI

DI GIANFRANCO MICALI

Ieri sera, al Festival di Sanremo, Claudio Bisio ha cambiato giacca perché “sembrava confezionata dai Casamonica”. Una battuta come tante. Virginia Raffaele, per essere più spiritosa di lui, ha agitato la mano, cinguettando: “Salutiamo i Casamonica”. Poi si è scusata, affermando: “Non c’è Sanremo senza gaffe, la prima l’ho fatta io”. No, è qualcosa di più di una gaffe. È superficialità e menefreghismo. Lei, provenendo dal mondo circense e da una particolare zona di Roma, sa certamente chi siano stati e di quali reati si siano macchiati i Casamonica. E, oltre ai reati, che tipo di intimidazione abbiano esercitato ed esercitano tuttora in un ampia zona della Capitale.
Ecco, questo è il problema: la sottovalutazione, il credere che ogni atto contro la società possa essere oggetto di scherzo. Ricordo che per molto molto meno una volta gli artisti venivano addirittura allontanati dalla tv. Il povero e bravo Leopoldo Mastelloni, al quale scappò una bestemmia non sapendo di essere ascoltato, si è addirittura rovinato la carriera. Adesso diventa normale inviare un saluto ai personaggi più impensati. Poco tempo fa Mara Venier lo rivolse in diretta all’attentatore di Togliatti; come si trattasse di un amico o di un eroe. Lei si giustificò, sussurrando: “Ma adesso è una persona anziana…”. Troppo facile. Io ho sempre odiato la censura, ma a chi guadagna cifre notevoli, s’imporrebbe una multa pecuniaria: tanto per creare un esempio, per stabilire un confine da non varcare mai