CONFESSANO I DUE CHE HANNO SPARATO A MANUEL

DI GIORGIO DELL’ARTI

Confessano i due che hanno sparato a Manuel
Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, 24 e 25 anni, entrambi di Acilia, sono i due ragazzi, con precedenti per spaccio e rapina, che sabato notte hanno sparato a Manuel Bortuzzo in piazza Eschilo a Roma. Accompagnati da un avvocato, ieri pomeriggio si sono presentati spontaneamente in questura e hanno confessato tutto: «È stato un errore, pensavamo fossero i ragazzi con cui avevamo avuto la rissa poco prima». A sparare è stato Marinelli. La Squadra Mobile li ha spediti a Regina Coeli (tentato omicidio e porto abusivo d’arma). La svolta nelle indagini è arrivata a poche ore dal ritrovamento di una pistola, una calibro 38, che un testimone ha visto lanciare da uno scooter in un campo non lontano dal pub dove il nuotatore è stato ferito. Anche lo scooter, un Sh scuro che i due hanno bruciato sperando di far perdere le tracce, è stato fondamentale per risalire ai responsabili. Però di chi volevano vendicarsi Marinelli e Bazzano? «Informative arrivate in Questura darebbero la presenza dei figli di Mario Iovine, Vito e Mimmo, nipoti di Antonio , il temuto boss dei Casalesi, al pub dell’Axa proprio la sera della rissa. I due, protetti da qualche pregiudicato anche di San Basilio, stavano progettando di scappare in Sicilia» [Marani, Mess]. Intanto Bortuzzo si è risvegliato, mangia e beve da solo e gli è stato spiegato che al momento non ci sono possibilità «che riacquisti le capacità motorie». Vale a dire: non potrà più camminare. «È una persona forte, non ha pianto» ha raccontato il padre. Alla mamma Manuel ha detto: «Fatti coraggio, ora per me comincia un nuovo allenamento».
«“Ad Acilia comandano loro: i “fratelli”». Cambiano i nomi, ma non le abitudini in questa zona periferica della Capitale, a metà strada tra l’Eur e il mare. Passano gli anni ma i “fratelli” qui hanno sempre dettato legge. E continuano a farlo. Prima erano gli Abbatino, Maurizio e Roberto, pezzi da novanta della Banda della Magliana che abitavano nelle case comunali di via Previati, anche loro al Villaggio San Giorgio dove si nascondevano i due aggressori di Manuel Bortuzzo. Poi, sono arrivati gli altri “fratelli”: prima i Guarnera, Sergio e Sandro, e ora gli Iovine, Mimmo e Vitantonio, figli del boss Mario, esportazione dei Casalesi in questa borgata alle porte di Roma. Gli Iovine insieme ai Guarnera per conto dei Casalesi qui hanno il giro delle slot machine e dell’usura. “Devi prendere le nostre slot, se non vuoi metterti in un mare di guai”, è la minaccia rivolta ad alcuni gestori di bar e tabaccherie in questo quartiere dove la mala è sempre stata più silenziosa rispetto a quella della vicina Ostia” [Polisano, Mess]

Abusi su tre bambini in parrocchia a Milano
Un pensionato di 67 anni che frequentava come educatore una parrocchia a Milano è stato arrestato con l’accusa di aver abusato nella sua abitazione di tre bambini cinesi di 10, 11 e 12 anni. Dopo alcune segnalazioni da parte delle comunità cinese della zona, gli investigatori hanno piazzato alcune telecamere nell’abitazione dell’uomo, un ex operaio, e hanno documentato gli abusi.

Sanremo parte con ascolti in calo rispetto al 2018
La prima serata del Festival di Sanremo 2019, il secondo targato Claudio Baglioni, è stata seguita in media su Rai1 da 10 milioni 86 mila telespettatori, pari al 49,5% di share. Un risultato in calo rispetto al 2018, quando la prima serata del festival aveva ottenuto in media su Rai1 il 52,1% di share con 11 milioni 603 mila telespettatori. I picchi si sono registrati per Andrea Bocelli e il figlio Matteo e per il duetto Baglioni-Giorgia.
«L’interfaccia social del Festival, però, è iniziata col botto, avendo registrato 2,8 milioni di interazioni nel corso della prima serata di programmazione, ed essendo stata anticipata sulle piattaforme da un vero e proprio clima d’opinione prefestivaliero. E, dunque, si potrebbe perfino ipotizzare una specie di legge di proporzionalità inversa in nome della quale alla riduzione dell’audience davanti al piccolo schermo corrisponde un’impennata della fruizione “derivata” e reintermediata dai social network. Che, per certi versi, costituisce un’evoluzione dei gruppi d’ascolto collettivo che costellano tradizionalmente la settimana del Festival: quando ci si riunisce in casa d’amici, e Sanremo – come avviene per alcuni altri, selezionatissimi, grandi eventi mediali – si converte in un momento comunitario, su scala enormemente più larga» [Panarari, Sta].