LO STADIO SI FA. MA OGGI ARRIVANO 15 RINVII A GIUDIZIO

DI MARINA POMANTE

 

Rinvio a giudizio per 15 persone nell’ambito dell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma.
Accuse contestate che vanno dall’associazione a delinquere, al finanziamento illecito ai Partiti. Il nome che spicca su tutti è quello dell’imprenditore Luca Parnasi, ma sono coinvolti altri nomi eccellenti come l’ex vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio, Adriano Paolozzi (FI), l’ex assessore regionale Michele Civita (Pd), Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Davide Bordoni e Francesco Prosperetti, sovrintendente ai Beni culturali di Roma.

La richiesta del rinvio a giudizio è arrivata il giorno dopo il via libera al progetto del sindaco di Roma Virginia Raggi.

Secondo il parere dei pm sarebbe proprio Luca Parnasi la figura in cima alla piramide dell’associazione a delinquere, sarebbe lui che avrebbe veicolato le procedure amministrative inerenti al progetto dello stadio. Il progetto ebbe l’approvazione nel corso di una Conferenza di Servizi nel febbraio 2018; nel provvedimento venne deciso l’abbattimento del 50% delle cubature rispetto al progetto originale.

Luca Lanzalone, ex presidente di Acea, è già sottoposto a procedimento giudiziario, poichè secondo l’accusa aveva ottenuto da Parnasi promesse di consulenza legale per circa 100mila euro, avrebbe inoltre ricevuto garanzie in merito all’individuazione di una casa e di uno studio a Roma. I fatti contestati risalgono al periodo precedente alla sua nomina al vertice di Acea.
Luca Lanzalone era stato uno degli uomini di fiducia del M5s, dopo il suo apporto al sindaco di Livorno Filippo Nogarin aveva messo a disposizione la sua opera di consulente per lo sblocco della questione dello stadio di Tor di Valle.

I pm hanno stralciato la parte di indagine incentrata sul finanziamento illecito alla politica dal resto dell’inchiesta.

Le contestazioni dei magistrati riguardanti Parnasi interessano la cifra di 400mila euro. L’importo come lui stesso ha ammesso sarebbe frutto di “sostegno” alle fondazioni di area Pd e Lega, nonchè delle “utilità” in favore del capogruppo del M5s in Campidoglio Paolo Ferrara (che poi si è autosospeso).
Luca Parnasi spiegò precedentemente agli inquirenti che l’attività di finanziamento ai partiti di Governo era una pratica consolidata, tesa a favorire il potenziamento degli affari, Parnasi non ne faceva mistero!