QUALCHE ANEDDOTO SU BOCELLI E GIORGIA

DI MAURIZIO MALABRUZZI

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C’è stato un tempo in cui per lavoro ho frequentato molto #AndreaBocelli, sono stato con lui a New York, ho realizzato un concerto al Cairo sotto le Piramidi, sono stato perfino al giardino zoologico di Roma su un trenino, sono stato più volte a casa sua a Viareggio e sempre c’erano i due piccoli figlioli. Belli, vivaci e sempre vicini al babbo. Mai avrei immaginato la svolta canora del più grande.
Ora Matteo è cresciuto, molto, e canta insieme al padre (non è il primo non sarà l’ultimo) e il duetto sul modello di “Con te partirò”, ha portato Andrea Bocelli in testa alle classifiche USA di Billboard e a quelle inglesi.
Il brano presentato ieri sera al festivalone ha decretato l’unica standing ovation, ha il successo che merita e di certo farà del bene al noto made in italy.
A proposito di #Giorgia, credo senza tema di smentite che sia rimasta l’unica a cantare in questo paese per la gioia di farlo. (il piccolo video qui sotto trovato in rete lo dimostra)
Ho frequentato Giorgia nell’altro secolo, aveva già vinto tutto, era già Giorgia e non più la figlia di Trodani a cui piaceva la musica soul.
Fissiamo degli appuntamenti per registrare una puntata di “in tour” un mio programma per Rai3, scegliamo diverse zone di Roma, e come si sa Roma quando vuole sa essere ruffiana.
La mia intenzione è di fare un giro in un’auto scoperta per iniziare il racconto e nel frattempo vedere la città, ovviamente non ho nessun cabriolet ma grazie a Luciano Ferone che ci mette a disposizione il suo maggiolino bianco iniziamo le riprese, io sono al volante Giorgia con uno zucchetto di lana in testa a lato passeggero, nel sedile posteriore l’operatore.
Arriviamo al Gianicolo e inizio a girare intorno alla statua di Garibaldi, e quella che doveva essere una semplice rotatoria si è rivelato una irripetibile giostra senza fine… gira, gira, gira, gira, parole, parole, canzoni, note, gira fin quando l’operatore (di cui ci eravamo ovviamente dimenticati) esplode “aò fateme scenne che me venuto er mal de mare…”
Accostiamo, ci guardiamo ed esplodiamo a ridere, coscienti di essere fortunati nel fare un lavoro che ci piace e che l’Armonia è cosa assai rara ma non va disturbata.
Poi se volete vi racconto di quando mi ha cantato “like natural woman” davanti ad un mucchio di lp.

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