IL TAGLIO AI PARLAMENTARI. UNO SFREGIO ALLA DEMOCRAZIA

DI FABIO VENNERI

In virtù dell’ormai conclamato “taglio delle poltrone” il Governo del Cambiamento diminuisce la rappresentanza democratica dei cittadini, facendo passare al Senato l’ennesima proposta di modifica Costituzionale.

Ormai siamo alle solite, meno democrazia, meno controllo dei cittadini sulla cosa pubblica, il tutto in cambio di uno pseudo-risparmio che non inciderà nella vita di nessuno di noi, ma finirà con l’allontanare ulteriormente i cittadini dalla propria rappresentanza democratica, dicono che altri Paesi europei hanno meno rappresentanti nei rispettivi parlamenti, e grazie al cazzo, molti hanno anche meno abitanti.

Con questa riforma (idiota o furba!) avremo:
1 deputato ogni 150.000 abitanti.
Mentre:
Austria: 1 ogni 48.209 abitanti.
Belgio: 1 ogni 76.087 abitanti.
Francia e Germania: 1 ogni 116.503.
Regno Unito: 1 ogni 101.000.
Svezia: 1 ogni 28.000.
Portogallo: 1 ogni 44.000.

Noi avevamo 1 deputato ogni 96.000 abitanti, quindi eravamo perfettamente in linea con le altre democrazie europee.

Ma c’è un precedente.
Qualcosa di simile è accaduto con le province: immagino coloro che festeggiarono quando Renzi eliminò le poltrone dei consigli provinciali.

Però, si dà il caso che le province esistano ancora, con i rispettivi presidenti e giunte (senza stipendio, vi siete accorti del risparmio?), sapete cosa cambia?
Che non eleggiamo più i nostri consiglieri, non decidiamo più i presidenti della provinci e che ora questi non devono rispondere a nessuno di noi in quanto loro elettori.

Insomma, vendendocelo come un “taglio di poltrone”, ci hanno tolto la possibilità di decidere i nostri rappresentanti e se li nominano da soli!

In compenso, vi sembra che le ex-province funzionino meglio di prima? Ovviamente, no.

Lo stesso sta avvenendo con Camera e Senato, collegi elettorali più grandi vuol dire più costi, più costi vuol dire che per essere eletti o si hanno tanti soldi a disposizione o si entra nelle grazie del capo partito che colloca il candidato in collegi sicuri, facendo venir meno l’indipendenza dell’eletto.

Meno rappresentanza = meno democrazia, se si vuole risparmiare che si dimezzino pure gli stipendi e gli indennizzi, non gli spazi democratici.

Ovviamente il tutto mentre molti applaudivano ed applaudono, felici e gaudiosi.
Ma non vi sentite un po’ coglioni?