ODERZO E NON SOLO: UN PIEDE DENTRO IL REGIME LO ABBIAMO GIÀ MESSO

DI GIOVANNI PAGLIA

 

 

 

 

A Oderzo la sindaca leghista ha negato l’utilizzo di una sala comunale a Don Ciotti.
La ragione é che “nel caso avesse parlato di immigrazione, avrebbe potuto dare giudizi morali sulla scelta di Salvini di chiudere i porti”.
Direi che un piede dentro il regime lo abbiamo già messo.
O troviamo la forza di strapparlo fuori, o ci finirà presto anche l’altro.

Oggi un ragazzo di 29 anni è morto assiderato mentre tentava di raggiungere a piedi la Francia attraverso le montagne.
È solo l’ultimo di una lunga e tragica serie.
Mi sembrerebbe un buon motivo per aprire una crisi nei rapporti con Parigi.
Non posso dire altrettanto di un vicepremier che va in trasferta a farsi selfie con un tizio che invocava il colpo di stato e il governo del Generale.

Penso si possa essere contrari alla TAV per mille ottime ragioni, come abbondantemente spiegato dal movimento in 30 anni di lotte.
L’unico argomento che non userei mai è quello che sembra decisivo per il Governo: il calo di entrate da accise sulla benzina.
Dire infatti che la TAV salta perché si devono tenere in strada milioni di tir mi sembra controproducente e sbagliato.
Lo dico ovviamente sulla base di indiscrezioni, dato che i sovranisti hanno deciso che UE e governo francese dovessero sapere le cose prima degli italiani.