TORINO: SGOMBERO DEL CENTRO SOCIALE L’ASILO. SED LEX MA NON PER TUTTI

DI MARINA POMANTE

 

All’alba di giovedì 6 febbraio è iniziato lo sgombero (già annunciato) del centro sociale “l’Asilo” di Torino. A darne la notizia per primi sono stati gli stessi occupanti che hanno chiamato in supporto per un’azione di resistenza tutti i sostenitori del centro. L’Asilo è l’edificio di una ex scuola materna occupata da oltre 20 anni da gruppi anarchici.

Nel corso dell’irruzione della polizia alcuni manifestanti si sono schierati in strada bloccando il traffico, mentre una decina di altri anarchici sono saliti a manifestare sul tetto.

Il Viminale aveva messo in calendario nella lista degli edifici da liberare l’ex scuola di Torino, e che fosse interessata da un’imminente azione di sgombero era noto.
Questa operazione oltre a provvedere all’allontanamento degli occupanti abusivi, costituisce anche l’epilogo di un’inchiesta della Digos che ipotizza il reato di associazione sovversiva.
Sei persone sono state messe agli arresti nel corso del blitz delle Forze dell’ordine e una settima persona è ricercata. L’accusa per tutti è di costituzione e partecipazione ad un’associazione sovversiva, dalla quale sarebbero scaturiti numerosi attentati incendiari su tutto il territorio nazionale.

Nello scorso anno erano iniziate le indagini della Digos di Torino coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino. Dalle indagini era emersa la presenza di un presunto gruppo sovversivo organizzato già attivo da diverso tempo. Il gruppo anarchico pare avesse tra i suoi obiettivi anche l’ambasciata di Francia a Roma. Dalle indagini emergerebbe una struttura con suddivisione precisa dei compiti tra i militanti. Sarebbero state inoltre disponibili vere e proprie basi logistiche e mezzi per mettere in atto le azioni.
Alle persone tratte in arresto viene inoltre contestato di aver posto ordigni esplosivi, nei mesi di aprile e giugno scorsi, davanti ai bancomat degli uffici postali del capoluogo piemontese. Sono anche contestati ben 21 attentati incendiari in tutta la penisola per la campagna contro i Cpr (Centri di permanenza per il rimpatrio): 15 plichi esplosivi spediti a varie ditte, da Roma a Milano, da Torino a Bologna, da Bari a Ravenna, oltre che all’ambasciata di Francia e altri ordigni esplosivi alle Poste di Bologna, Genova e Torino.

Il questore di Torino, Francesco Messina ha spiegato che la pericolosità di questo gruppo è altissima e che gli arrestati sono anarco-insurrezionalisti sociali, cioè sono attivisti che partendo da una protesta sociale arrivano ad un’azione rivoluzionaria di attacco allo Stato.
Persone spesso presenti ad esempio, alle manifestazioni No Tav.

Carlo Ambra, dirigente della Digos ha argomentato le attività dei gruppi dei centri sociali come per l’appunto quello che occupava abusivamente l’edificio sgomberato: “L’obiettivo era sovvertire le politiche del governo italiano sulla questione migranti, anche tramite delle azioni di rivolta ai Cpr”.

Ambra ha poi aggiunto che fosse proprio la campagna anti Cpr quella in piena attuazione ma erano attive anche le azioni contro la polizia, la magistratura, le carceri e naturalmente contro il Governo. “Per stabilire contatti all’interno del Cpr, lanciavano delle palline da tennis con all’interno un volantino multilingue e un numero di cellulare con cui concordavano azioni simultanee all’interno e all’esterno della struttura. Poi, all’interno di pacchi di biscotti e altri beni, inserivano fiammiferi e il necessario per scatenare una rivolta e appiccare incendi”.

Chiara Appendino, sindaco di Torino ha espresso soddisfazione ed ha dichiarato: “In queste ore le Forze dell’ordine stanno portando a termine un’operazione di pubblica sicurezza nei locali dell’Asilo occupato. Intervento più volte richiesto nel corso degli anni e lungamente atteso dalla Città e dai residenti di Aurora, un quartiere che chiede semplicemente un po’ di normalità. Ringrazio la questura e gli agenti”.

Mentre il ministro dell’Interno Matteo Salvini in un tweet ha scritto: “Centro sociale finalmente sgomberato e teppisti in galera. Dalle parole ai fatti”.

E così, capitolo archiviato quello dello sgombero degli occupanti abusivi del centro sociale di Torino, grazie probabilmente alla solerzia del ministero dell’Interno che si sarà adoperato per l’esecuzione del procedimento delle Forze dell’ordine e come evidenziato dal sindaco della città, era un intervento richiesto più volte negli anni…
Insomma tutto è bene quel che finisce bene, no? No! Perchè senza voler ricorrere necessariamente alla polemica, si deve tener conto di quelli che indicano questa “giustizia” come profondamente ingiusta. Perché a detta di alcuni (in verità di molti) si stanno ormai palesemente applicando due pesi e due misure. Se si tratta di colpire dei “pericolosissimi” anarco-insurrezionalisti che per di più occupano un edificio abusivamente e si producono in azioni violente, il lungo braccio della Legge capeggiato dall’integerrimo Salvini, non sta mica li a ciurlare nel manico e con assetto antisommossa, ruspe, Settimo cavalleggeri, uomini rana, Teste di cuoio e astromissili alla Goldrake, fa tabula rasa di chi vive nell’illegalità. Il problema però sorge quando a commettere illeciti, a delinquere, a fare occupazione abusiva, sono gli altri… Si perchè ci sono anche gli altri, quelli che strizzano l’occhio ad una certa destra estrema, quelli che non si fanno mica scrupoli a rompere la testa a chi s’oppone alla loro fede politica (politica?). Beh, secondo alcuni, questo Esecutivo adotta il pugno duro con militanti troppo a sinistra che s’incazzano contro certe attività del Governo, ma usa il guanto di velluto con le destre estreme, xenofobe, omofobe, neofasciste… Perché sono 15 anni che a Roma in via Napoleone III, c’è uno stabile occupato dal movimento di estrema destra Casapound. Nei mesi scorsi la questione è stata affrontata anche in sede di Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza, in seguito ad un’ispezione della Guardia di Finanza tesa alla verifica di alcune richieste della Corte dei Conti. Lo stabile tuttavia non risulterebbe tra quelli in cima alla lista degli edifici occupati da liberare, stilata dalla prefettura assieme al Campidoglio.
Eppure in quell’edificio dove il movimento di estrema destra elegge addirittura la propria sede, la G.d.F. aveva fatto visita ed era stata invitata a girare i tacchi sotto la minaccia di ritorsioni pesanti.
Viene da domandarsi allora come mai di fronte a palesi atteggiamenti fuorilegge, lo Stato non abbia adottato misure più estreme ed intransigenti, ci si chiede perchè si sia preferito soprassedere in questo caso mentre per altre situazioni (siano campi rom o centri sociali) si sia proceduto senza frapporre indugi.
Le risposte sono naturalmente polemiche e lanciano accuse di protezionismo a sacche di voti che fanno comodo in special modo alla Lega ed al suo leader, il ministro dell’Interno Matteo Salvini.