A ROMA, I SINDACATI UNITI PER RITROVARE L’ANIMA DEL PROPRIO POPOLO

DI LUCA SOLDI

 

 

Le aspettative di questa grande manifestazione che si svolgerà a Roma fra poche ore sono decisamente alte.
Ci sono i grandi temi del lavoro che il governo del cambiamento non ha affrontato.
C’è una visione miope sulle pensioni, una disattenzione completa su sanità e scuola.
Ma c’è anche una rinnovata volontà di costruire quella strada percorsa troppe volte nel cammino della unità del mondo mondo sindacale.
Naturalmente non sarà certo una manifestazione a dirlo ma adesso le condizioni potrebbero esserci tutte
I sindacati confederali, a Roma, cercheranno di tornare a dare voce a ben tredici milioni di iscritti, dai lavoratori ai pensionati ma anche alle donne, a quel mondo che pare lontano dei giovani.
Alla galassia delle tematiche legate anche ai migranti che sono il cuore pulsante del nostro Paese ma che soffrono di una devastante mancanza di diritti

I sindacati dicono che non scenderanno in piazza per motivazioni politiche ma esclusivamente sindacali: per cambiare le scelte del governo e questo da solo dimostra abbastanza quanto sia difficile pensare che tutto ciò non possa condizionare certi futuri passaggi in senso propriamente politico
Difficile pensare che fra quelli migliaia di persone che percorreranno le strade della capitale non possano esserci quanti hanno sperato e creduto in un cambiamento delle loro condizioni e dalla società grazie al nuovo governo del Paese.
Ma è altrettanto difficile non credere, malgrado i sondaggi, le molte delusioni provate, il senso di abbandono ed incredulità di fronte a certe scelte del governo Conte ed alla inconsistenza, fino ad oggi, delle opposizioni.
Vedremo se dal palco oggi e nelle scelte di giorni che sicuramente saranno sempre più difficili, il sindacato riuscirà a dare le risposte che si attendono.

E fra i leader delle confederazioni, quello più atteso, alla prova dei fatti, alla sua prima grande manifestazione, è Maurizio Landini, fresco di incarico al vertice della Cgil.
Già da giorni Landini denuncia in modo forte che in questa manovra economica non c’è un piano straordinario d’investimenti, non c’è un’inversione di tendenza rispetto alle politiche degli anni passati.
Nessuno sconto per i governi precedenti, anzi: “Siamo di fronte a una continuità assoluta”, afferma il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, intervenendo alla trasmissione “Radio Anch’io” su Radio 1 Rai. “Siamo di fronte a un calo degli investimenti pubblici, ad esempio per tutto il settore delle ferrovie, visto non c’è solo l’alta velocità. Siamo di fronte anche a un blocco dei cantieri e si continua a pensare, sbagliando, che lasciando fare ai mercati le cose si sistemeranno”. Per Landini il nodo di fondo “è che la linea di politica economica non cambia e non c’è neanche una vera lotta all’evasione fiscale”.
Devastanti o peggio del tutto assenti le risposte del governo alle necessità della scuola e della sanità pubblica.
È per tutto ciò che i sindacati hanno organizzato per sabato 9 febbraio una manifestazione nazionale a Roma. “La nostra proposta punta ad affrontare in modo diverso i problemi del Paese, a partire dal problema centrale che è quello di creare lavoro”, spiega Landini: “Noi siamo per un lavoro con diritti, per un lavoro che permetta di non essere povero e di vivere dignitosamente. E il lavoro si crea con gli investimenti: nella manovra, invece, c’è un taglio, una riduzione degli investimenti”.

Ma il nuovo segretario generale della Cgil ha anche rilanciato la proposta di “un nuovo Statuto dei diritti dei lavoratori al passo con i tempi, che includa anche autonomi e partite Iva, stabilendo che le persone hanno stessi diritti e stesse tutele”. La Cgil, come noto, ha raccolto un milione e mezzo di firme e depositato in Parlamento la proposta di legge sulla “Carta dei diritti universali del lavoro”, e chiede “a questo Parlamento e a questo governo di discuterla”. Sempre su quest’argomento, Landini ha ricordato che “il Movimento 5 stelle nel programma elettorale aveva il ripristino dell’articolo 18, ma non mi pare che lo stia facendo. Noi non stiamo chiedendo di tornare allo Statuto dei lavoratori del 1970. Stiamo dicendo di più: ci vuole un nuovo Statuto dei diritti dei lavoratori”.

Cgil, Cisl e Uil si preparano alla manifestazione nazionale di sabato 9 febbraio in piazza San Giovanni a Roma, con lo slogan #Futuroallavoro. In piena sintonia come non si vedeva da anni.
Saranno i numeri, la partecipazione a dire se questa grande iniziativa che porterà a Roma decine, centinaia di pullman, treni speciali e tantissimi uomini e donne del sindacato, avrà successo.
Questa gente, questo popolo chiederà interventi concreti per lavoratori e pensionati, per i giovani, per lo sviluppo, la crescita e i diritti sociali.