ERAVAMO UN PAESE DI CULTURA

DI SERENA IANNICELLI

Ieri mi sono collegata con la conferenza stampa di Sanremo. I commenti sotto al video mi hanno disgustato. Non tanto per la volgarità, ma per l’odio che esprimevano su persone che questi haters non conoscono e vicende che non capiscono. È un odio pilotato da questo governo, che non solo vuole portarci fuori dall’Europa, ma trascinarci anche in una guerra civile. Da una parte miti pensanti (che però si stanno incazzando), gente che ha studiato, ha lavorato e lavora, legge i giornali, crede nello Stato e nelle istituzioni, magari ha viaggiato, ha la mente aperta su tante questioni sociali ed etiche, ha un credo politico che non cambia con le stagioni. Dall’altra un eterogeneo ammasso di gente complessata, fascisti, ignoranti, terrapiattisti, novax, persone che, da quanto ho letto, dovrebbero davvero essere curate per la loro paranoia. No, non esagero, peraltro avevo previsto questa situazione fin dagli albori dei 5 stelle, e questi anni non hanno fatto altro che confermare le mie convinzioni. A loro però si è aggiunto un sovranista in stato di alterazione mentale da troppo consenso. Mira alle elezioni di maggio, altro non gli interessa. Anche ora sto ascoltando una cretina dei 5 stelle convinta che l’invito di cgil cisl e uil a partecipare alla manifestazione di domani sia un’operazione contro il governo:”la gente si sentirà obbligata ad andare”. Cercano di farle comprendere che è legittimo avere opinioni diverse, ma lei niente, ci vede il complotto…
Siamo governati da due forze che rappresentano la parte peggiore del paese e ci stiamo impoverendo in modo preoccupante, molto preoccupante. Non so come e quando usciremo dai nostri debiti. Io sono anziana, tra un tot di anni decollerò, ma tanti giovani saranno traditi e rovinati dalla politica di questo governo. Forse chi c’è stato prima (Berlusconi per primo, alleato SEMPRE con Salvini, non dimentichiamolo) non ha fatto del suo meglio, forse ha rubato, forse non ha capito la situazione di impoverimento di tanti italiani, ma prima l’Italia era un paese di cultura, di Storia, amica di tutti gli altri governi europei, un paese di scienza e ricerca, di eccellenze in tanti campi. Ora è un paese davanti ai forni manzoniani, pronto a far cadere dalla sua bicicletta anche il garzone che porta il pane “ai ricchi!”. Personalmente non gli do più tempo. Questa gente sta facendo al paese quello che Virginia Raggi ha fatto a Roma.