ITALIA-FRANCIA LA REPUBBLICA IN LIBIA FINGE DI NON AVER PERSO UNA GUERRA

DI ALBERTO NEGRI

Nei commenti odierni dei quotidiani la Libia ha un ruolo marginale nello scontro Italia-Francia. Forse perché la decisione di accodarsi ai bombardamenti Nato, un’acquiescenza totale alla decisione francese di distruggere il nostro alleato più importante, venne presa dal presidente della Repubblica Napolitano e sostanzialmente avallata prima da Berlusconi e poi da Renzi, ovvero dall’attuale opposizione. Lo stesso Mattarella tende a ignorare la questione nella sua sostanza: quella fu una guerra all’Italia e bombardando Gheddafi non abbiamo protetto i nostri interessi ma perso ogni credibilità sulla Sponda Sud (non solo in Libia ma anche in Egitto, caso Regeni). Ci si poteva astenere e anche chiudere le basi Nato ai raid. Con la fine della Libia di Gheddafi e le ondate migratorie si è innescata la destabilizzazione attuale. Ma se non si riconoscono neppure gli errori devastanti del passato come rimediare al presente? Noto tra l’altro che gran parte dei commentatori non ha mai messo piede in Libia e ben poco viaggiato, o forse mai, in Medio Oriente: ovvero non sanno di che scrivono. Desolante.