ITALIA- FRANCIA SONO SOLO RIDICOLE MANOVRE ELETTORALI. IL PROBLEMA E’ CHE STA CAMBIANDO IL MONDO

DI EMILIANO RUBBI

Il problema non sta nel fatto che Di Maio scriva a Le Monde parlando della “democrazia millenaria francese” (chi non ricorda la democrazia di Socratein e Plateaux, del resto?) o nel fatto che Macron ritiri l’ambasciatore francese a Roma, come prima era successo solo durante il fascismo.

Quelle sono solo ridicole manovre elettorali in vista delle europee, da entrambe le parti.

Il problema sta nel fatto che, da tre giorni, la Francia ha ripreso a bombardare la Libia e il Ciad nella regione dell’Ennedi.
E nel fatto che i pozzi di petrolio del Fezzan, ormai conquistato dal generale Haftar, sono di fatto tornati nelle mani di Parigi e della Total (assieme, in parte minore, alla spagnola Repsol).

Contemporaneamente, l’UE appoggia Guaidó in Venezuela alleandosi con Trump, ma l’Italia si astiene, mantenendo una linea più vicina a quella di Putin, che invece sostiene Maduro (anche perché per lui ci sono in ballo accordi multimilionari sul petrolio venezuelano, accordi che Trump e l’UE adesso vorrebbero fare con Guaidó).

Al tempo stesso, la Francia ha deciso di togliere l’appoggio a un gasdotto già in costruzione che avrebbe dovuto collegare la Russia alla Germania, mettendo anche improvvisamente in crisi i rapporti tra Berlino e Parigi e mandando su tutte le furie Putin.

Il problema non sono le mosse elettorali di Salvini e Macron o le visite ai gilet gialli dei due scappati di casa pentastellati, il problema è che sta entrando in crisi l’attuale sistema di rapporti tra gli Stati.
In questo momento è in atto un ricollocamento dei singoli paesi all’interno delle sfere di influenza sullo scacchiere mondiale.
L’attuale sistema di equilibri, quello che reggeva dal 1945 e sotto il quale tutti noi siamo cresciuti, sta cambiando radicalmente.

Di “sovranista” o di “europeista” non c’è assolutamente nulla, in quello a cui stiamo assistendo.
Nessuno, attualmente, “sostiene o non sostiene” qualcuno per ragioni politiche o, tantomeno, di principio.
In questo momento le schermaglie diplomatiche, i colpi di stato, le guerre, i bombardamenti, i morti, non sono nient’altro che una serie di mosse di geopolitica ed economia.
Anche da parte del nostro paese.

Anche se, probabilmente, Di Maio e Dibba, nella loro millenaria tradizione democratica, neanche l’hanno capito.

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