L’INGHIPPO DELLE LEGGI CONTRO I MIGRANTI

DI MASSIMO WERTMULLER

Parlando con il mio caro amico Maurizio Lovecchio, si sottolineavano alcune cose. Maurizio mi raccontava di questa sua bellissima esperienza di partecipazione a corsi sulla problematica inerente il tema dei rifugiati politici, tema che anch’io in parte ho frequentato collaborando saltuariamente con il Centro Astalli, un luogo dove si fa il bene, e quindi politica vera,alta,senza chiacchiere, da parte di un’ala giusta della Chiesa e di alcuni preti illuminati. La prima riflessione è che forse non tutti sanno che chi scappa dalla sua casa per un dolore vero e per cercare un futuro che la sua terra non può offrire, non lo fa solo per le pur note guerre che proprio l’occidente porta lì. No, più spesso lo fa perché “a casa sua” non ci sono diritti. Se uno sbaglia può darsi che lo ammazzino per questo. Le donne in certi posti sono meno di niente. Un ingegnere è zero. E l’idea, oggi sappiamo un po’ troppo ballerina, un po’ troppo mendace, che l’occidente sia più civile li spinge a tentare la sorte. Poi, si ragionava pure sul fatto che con il decreto sicurezza, tra qualche anno si creeranno altri, molti, clandestini. Sembra allora una operazione fatta ad arte. Un cerchio che si chiude. Oggi si fanno leggi che domani creeranno altri, molti, fuorilegge da odiare, per magari avere l’alibi di attuarlo quell’odio e di dire “lo vedi? Abbiamo fatto bene!”… spero sempre e solo di sbagliarmi.