SCAVINO, INDAGHINO, DA ALTRE PARTI, MA PER AQUARIUS L’UNICA COLPA È IL “REATO DI UMANITÀ”

DI LUCA SOLDI

 

 

 

Le conclusioni nelle indagini per nave Aquarius spazzano via ogni possibilità in reati legati alle mafie.
Non sarebbe potuto essere altrimenti ma la politica del Paese avrebbe voluto far cadere la mannaia anche contro questa ONG ma “L’Ufficio di sanità marittima competente nei diversi porti italiani ” ha sempre rilasciato la libera pratica sanitaria, escludendo espressamente che vi fossero malattie tali da comportare un rischio infettivo”. Non solo emerge chiaro che gli indumenti dei migranti “non possono essere assimilati ai rifiuti sanitari pericolosi”. I rifiuti prodotti a bordo delle navi andavano smaltiti certamente in modo non indifferenziato, ma la violazione della normativa in materia non può far ipotizzare il “traffico illecito”, un reato contro le cosiddette ecomafie che agiscono per profitti con una struttura organizzata.

Sono questi i passaggi fondamentali della motivazione con la quale il tribunale del Riesame di Catania ha smontato l’inchiesta con la quale quattro mesi fa il procuratore Carmelo Zuccaro aveva disposto un sequestro, mai eseguito perchè la nave era ormai già all’ancora nel porto di Marsiglia.

Dunque Aquarius, la nave utilizzata da Medici senza frontiere e Sos Mediterranèe per le missioni di soccorso a mare Mediterraneo non meritava di esser messa sotto accusa
Si conferma dunque che per quella nave, per quel l’equipaggio l’unica accusa che può reggere di essersi coperta del “reato di umanità”.
Una colpa grave, intollerabile al nostro tempo.

Magra la figura per la Procura di Catania, subito acclamata dal governo in carica che accusò i rappresentanti delle Ong di traffico e smaltimento illecito di rifiuti disponendo anche il sequestro di diversi conti correnti, tra cui quelli dei titolari dell’agenzia marittima che, di volta in volta, si occupava dello scarico e dello smaltimenti dei rifiuti prodotti dalle navi di soccorso.

Accusa che secondo i giudici del tribunale del Riesame, è totalmente infondata. Accogliendo il ricorso dei difensori e disponendo il dissequestro dei conti dell’agente marittimo indagato, Francesco Gianino, i giudici smontano dunque l’assioma posto a fondamento dell’inchiesta secondo cui gli abiti dei migranti, le coperte e i materiali utilizzati sulle navi per il loro primo soccorso sarebbero stati “contaminati” da presunte malattie, dunque pericolosi per la salute pubblica, e da smaltire come rifiuti ospedalieri. Scrivono i giudici: ” Dalle relazioni sanitarie si evince che l’unica malattia infettiva riscontrata dalle autorità marittime era la scabbia, patologia in relazione alla quale il problema dei liquidi biologici non poteva porsi”. E però “gli indumenti a rischio di contaminazione da agenti patogeni e gli scarti alimentari non potevano essere raccolti in modo indifferenziato”. Un illecito questo sanzionato con una contravvenzione.
Una semplice contravvenzione, sulla quale ci sarebbe pure da discutere ma che oggi evidenzia quanto grave sia la situazione dei diritti umani e di quanti interessi su celino nelle politiche che fomentano odio e paure