THAILANDIA. LA PRINCIPESSA UBOLRATANA SI CANDIDA A PRIMO MINISTRO

DI ALBERTO FORCHIELLI

È ufficiale, la principessa Ubolratana candidata a primo ministro dallo schieramento di Thaksin Shinavatra… si candida anche il generale Prayuth, capo del governo golpista, ma la notizia-bomba della principessa lo eclissa

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È il trionfo del genio di Thaksin, animale politico da far invidia a Machiavelli… questa è vendetta costruttiva, far crollare il castello di carta dei suoi persecutori, che nel 2008 lo spinsero a scappare all’estero, con un asso nella manica che fino a ieri nemmeno i famosi indovini e veggenti del panorama Thai si erano lontanamente sognati. Ovvio che il re è d’accordo: per quanto Ubolratana fin dal 1972 abbia rinunciato alle prerogative reali per sposare un compagno di università americano, e fino al 2001 abbia vissuto negli USA, il suo ingresso nell’agone politico thai non lascia dubbi. Thaksin si era coltivato coltivato da primo ministro il principe ereditario, futuro Rama X, poi nell’esilio autoimpostosi è coltivata la sorella, che lo ha frequentato anche apertamente in questi anni, eppure senza dare adito ad anticipazioni di sorta. Ci si può sempre sbagliare (“expect the unexpected è l’unica certezza della realtà politica thai” ma c’è da scommettere che i generali al potere sapevano, ma di fronte alla sponsorizzazione reale dell’operazione non hanno osato e non osano muovere un dito. Altra considerazione: scricchiola l’impalcatura di potere del vecchio establishment, legato al defunto Rama IX e alla struttura tradizionale della piramide monarchica. Per quanto siano pronti a prostrarsi al nuovo sovrano, i vecchi cortigiani sono spiazzati dalla clamorosa alleanza tra corona e Thaksin. Un’alleanza che presumibilmente premierà il capitale e le imprese costrette a mordere il freno e a subire i “10 lost years” di esilio di Thaksin, e che ora intravvedono un futuro promettente. Resta da scoprire quanto democratico o meno potrà essere il nuovo assetto. Il re nel suo primo anno sul trono ha rifiutato il ricorso sistematico alla legge sulla lesa maestà come strumento di forza utilizzato dal regime Prayuth, e sembra aperto a sua volta a schierarsi almeno formalmente con il popolo. Il nuovo corso a due imperatori nasce innanzitutto per rafforzare il potere di entrambi: resta da vedere se e quanto l’equilibrio reggerà (rafforzamento della monarchia e del suo patrimonio per Rama X, governo per Thaksin o i suoi avatar) e come saranno trattati diritti e libertà calpestati da Prayuth ma anche dai due compari in precedenti stagioni. Ma questa è un’altra storia.