TUTTI A SAN GIOVANNI, ERA ORA

DI MARIO PIAZZA

Il governo del cambiamento è riuscito nel suo primo miracolo:
Far tornare in piazza i sindacati tutti insieme, CGIL CISL e UIL uniti nella lotta contro la legge finanziaria più avventuristica, strampalata e inconcludente a memoria d’uomo.
Ricordi d’altri tempi quando Lama, Carniti, Benvenuto o Storti schieravano uno straripante esercito di “colletti blu” che terminata la manifestazione tornavano ad occuparsi dei loro mutui, delle rate della macchina, delle tasse universitarie dei loro figli.
Oggi al Circo Massimo ci sono i nomi relativamente nuovi di Maurizio Landini, di Annamaria Furlan e di Carmelo Barbagallo ma ciò che è veramente cambiato è l’esercito seppur assottigliato che sta dietro di loro:
Lavoratori impauriti e incazzati che da oltre vent’anni sono stati trasformati in carne di porco da rosicchiare fino all’osso.
Lavoratori per troppo tempo senza rappresentanza, i cui figli lavano i piatti all’estero, la cui macchina casca a pezzi senza che possano sostituirla, le cui rate del mutuo sono alternative alle spese quotidiane o peggio che hanno procedure di sfratto in corso, i cui rarissimi risparmi vengono immediatamente risucchiati da una macchina fiscale sempre più variopinta.
E allora state attenti, cari governanti pentaleghisti, perchè a passare dalla pacifica manifestazione autorizzata al gilet giallo in queste condizioni ci vuole un attimo, forse anche meno.