UN PO’ DI #STORYTELLINGEFFICACE SU #SANREMO2019 – PARTE 4

DI DANILO MASOTTI

Sembra ieri che un anno fa eravamo qui su facebook a parlare del festival e invece era un anno fa, mentre adesso siamo qui a parlare del festival. Non so a voi, ma a me tutti ‘sti cambiamenti spaventano. Iniziamo. Sigla.

Gruppo di eunuchi vestiti da punk ballano, Baglioni vestito da David Zed canta ACQUA DALLA LUNA, canone che scopro solo ora googlando “Eunuchi che ballano vestiti da punk e Claudio Baglioni vestito da David Zed che è quello che faceva il robot nella trasmissione di raffaella Carrà, quella dove dovevi indovinare il numero esatto di chicchi di riso spezzettati contenuti all’interno di un vaso”. Intanto gli eunuchi si trasformano in punk da circo, sembra di essere a Christiania che se non sapete cosa sia, cercatelo su Google.

Arrivano il clown bianco Virginia Raffaele e l’augusto Claudio Bisio che spiegano come funziona il voto, il televoto e il grazie alvoto, ma come al solito non spiegano cosa sia la giuria demoscopica. Il mistero resiste.
In prima fila la giuria di qualità, paladina degli scopinculisti.

SENZA FARLO APPOSTA
(Federica Carta e Shade con Cristina D’Avena)
Favolosa interpretazione della regina dei Puffi che riesce a elevare le sorti questa canzone insignificante, complici anche le tette di fuori che hanno sempre un loro perchè. Per ora i migliori.

DOV’E’ L’ITALIA
(Motta con Nada)
Finalmente Motta imbraccia la chitarra, Nada no. La canzone non è male, Nada no. Dov’è l’Italia amore mio? Nada no.

LA RAGAZZA DAL CUORE DI LATTA
(Irama con Noemi)
Le voci di Irama e Noemi si sposano magnificamente, poi lei a fare la latta è bravissima. L’avrei vista bene anche come lattaia. Bravi.

E a un certo punto appare Ligabue con le luci d’America, le luci sull’Africa e il reddito di cittadinanza. Si accende lo spettacolo e Ligabue chiede di poter scendere le scale come tutti gli altri e gliele fanno scendere, poi esce il cane, scende di nuovo con una chitarra di cinque metri e scende ancora sul tum tum cha di WE WILL ROCK YOU. E’ vestito da re o forse da Babbo Natale, non si è capito, ma cosa importa? Quello che importa è che faccia scatenare i lessi dell’Ariston con una canzone di cent’anni almeno, URLANDO CONTRO IL CIELO o o o o o o o o o o o o o… e tutti si alzano in piedi e cantano o o o o o o o o o o o o o. Il patto è stringerci di più, un po’ come sputare via il veleno urlando contro il cielo o o o o o o o o o o o o o. Pubblico in visibilio batte le mani e fa LIGA LIGA LIGA ed è questa la grandezza dell’Italia. Sarebbe bastato questo. Sarebbe stato perfetto e invece anche al Liga tocca il duetto con Baglioni che degenera nella cover di DIO E’ MORTO.

UN PO’ COME LA VITA
(Patty Pravo e Briga con Giovanni Caccamo)
Briga su una sedia, Caccamo al piano, Patty Pravo vestita come la proprietaria di un ristorante cinese prende le ordinazioni e cerca di capire come illuminarsi il cuore, poi le fanno vedere l’app torcia dello smartphone e lei sorride. Missione compiuta.

I RAGAZZI STANNO BENE
(Negrita con Enrico Ruggeri e Roy Paci)
I ragazzi stanno bene, i vecchi no… la vecchiaia è terribile, soprattutto quando ci si ostina a fare i giovani rockers. Grazie per avercelo ricordato.

MUSICA CHE RESTA
(Il Volo con il violinista Alessandro Quarta)
Fatti questo slego…1,2,6,9.
Però col violino. Entrano in scena tre giovani anziani che dicono di essere il sole in un giorno di pioggia, però urlato. Il più piccolo dei tre è il più potente, ma il più incredibile è il violinista. E dire che il violino è uno strumento orribile, abbinato ai tenorini poi… e invece no. Sarà perchè sono il sole in un giorno di pioggia, musica vera che resta. Sono confuso.

Siparietto con Claudio Baglioni e Virginia Raffaele che ha comprato una chitarra apposta. Suonano GIOCHI PROIBITI. Lei non suona, lui sì. Dovrebbe far ridere. Alla fine il pubblico applaude per inerzia.

MI SENTO BENE
(Arisa con Tony Headley e i Kataklò)
I Kataklò, Arisa sta bene e Tony Headley canta come Mal e tutto questo mi fa stare bene, mi sento tipo Furia cavallo del west che beve solo caffè per mantenere il suo pelo
il più nero che c’è. E così sta bene.

SOLDI
(Mahmood con Gué Pequeno)
Momento Casamonica con Guè Pequegno completamente cosparso di colla e Mohammood vestito da mandriano della pampa, ci si chiede come va come va come va. Ci si risponde comsì comsà, come vuoi che vada? Cosa vuoi te? Ah vuoi dei soldi. Tieni e metti via quella pistola. Grazie. Grazie mille (euro).

ROSE VIOLA
(Ghemon con Diodato e Calibro 35)
La risposta italiana a Holly Jhonson dei Frankie Goes to Hollywood, senza che nessuno abbia mai formulato la domanda, duetta con una bestemmia, una band del far west e parla di rose viola stese sulle lenzuola insieme alle mutande gialle davanti e marroni di dietro. Dicono che quest’anno vadano di moda.

ASPETTO CHE TORNI
(Francesco Renga con Tony Bungaro e le due étoile Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel)
In attesa che torni stasera, durante la seduta spiritica sanremese ci si avvale anche della collaborazione dei ballerini, ma niente. Non torna nessuno. Chiediamoci perchè.

I TUOI PARTICOLARI
(Ultimo con Fabrizio Moro)
Qualcuno ha già fatto la battuta “Seeeee ultimo… ne mancano ancora tredici”.
No? Allora la faccio io e vi ricordo che siamo soltato bagagli. Sì, siamo dei bagagli e anche un po’ dei zavagli. Dei cosi.

Monologo di Bisio sui giovani, genere “gli sdraiati” di Serra o forse era proprio un testo tratto da quel libro. Ne approfitto per andare a vuotare il rusco (buttare la spazzatura), torno e c’è Anastasio, il vincitore dell’ultima edizione di X-Factor. Mica ze last ov ze stronzs.

MI FARO’ TROVARE PRONTO
(Nek con Neri Marcoré)
Siamo a Sassuolo, Nek è pronto a non essere pronto mai, anche se quando gli telefonano dice “Pronto?”. Quindi è pronto, come pronto è Neri Marcorè che declama il testo con la voce impostata da bravo attore sempre pronto a essere pronto. Invece Nek è pronto a non esser pronto mai, ma secondo me è pronto. Si è messo anche le scarpe.

PER UN MILIONE
(Bomdabash con Rocco Hunt e i musici cantori di Milano)
Momento villaggio turistico con animatori della bassitalia e coro di bambini milanesi che già sognano di avviare una startup performante, manca solo la vecchia che balla e si raggiungerebbe il top. Purtroppo la vecchia che balla non c’è.

L’AMORE E’ UNA DITTATURA
(The Zen Circus con Brunori Sas)
Massimo Fini da giovane e i suoi amici stasera si presentano vestiti da cowboy, insieme a loro Brunori Sas vestito da ragioniere di una Snc. Arriva la diligenza. La rapinano. Scappano a cavallo, poi arrivano i cacciatori di taglie, li prendono e li impiccano. Fine.

L’ULTIMO OSTACOLO
(Paola Turci con Beppe Fiorello)
Piove, però siamo fuori pericolo. Ci vedranno attraversare nel diluvio universale. Come un gatto in tangenziale. Grande assente, il fratello di Fiorello.

LE NOSTRE ANIME DI NOTTE
(Anna Tatangelo con Syria)
La guerra in Siria è una catastrofe, questo duetto di più. Lo so che non va bene scherzare su queste cose, ma era per rendere l’idea di quello che ho appena visto e sentito.

Pubblicità. Sono le 23.40. L’istinto di andare a letto a leggere Serotonina comincia a farsi sentire, ma stasera mi sono imposto di guardare tutte le esibizioni. Non chiedetemi perchè. Intanto su twitter pinco pallino scrive “Di sto passo l’ultimo cantante di stasera duetta con Marzullo”.

SOLO UNA CANZONE
(Ex-Otago con Jack Savoretti)
Daisy mille persone pochi secondi per fare l’amore… così cantava Daniele Groff e mi chiedo che fine abbia fatto. Cerco su Google e scopro che nel 2016 ha inciso il singolo “Nella mia testa”. Perché dico questo? Perchè quando cantano “Solo una canzone” mi ricordano Daniele Groff, la risposta italiana agli Oasis. Da solo.

NONNO HOLLYWOOD
(Enrico Nigiotti con Paolo Jannacci e Massimo Ottoni)
Umarells si nasce, non si diventa e Nonno Hollywood non è mai stato un umarell, Nonno Hollywood era un supergiovane e fino all’ultimo dei suoi giorni è stato un esempio per tutti i maragli che truccavano i motorini e che nei fine settimana scendevano col trattore in paese a caccia di donne, lambrusco e pop corn. A volte veniva anche Nonno Hollywood, poi entrò nel tunnel del Vov e niente fu più come prima. Stasera chiudo gli occhi, ma non dormirò. Il nonno sì. In eterno.

COSA TI ASPETTI DA ME
(Loredana Berté con Irene Grandi)
Un pokemon e la sua allenatrice salgono sul palco del teatro Ariston, quello famoso per le sue lavatrici. Artigiane della qualità e degli urli, gridano “Che cosa vuoi da me… che cosa vuoi da me… che cosa vuoi da me…”. E’ evidente che cercano la rissa, soprattutto il pokemon, ma per fortuna nessuno raccoglie la provocazione. Avrebbe potuto succedere di tutto.

ARGENTOVIVO
(Daniele Silvestri e Rancore con Manuel Agnelli)
Daniele ha sedici anni e vive in un carcere.
Rancore ne ha trenta.
Manuel ne ha cinquantadue.
A uno dei tre piace raccontare delle balle.
Ha l’argento vivo.
Pubblicità del Momendol, io desidero solo andare a letto a leggere Serotonina. Ancora quattro esibizioni ed è fatta. E mentre vedo la luce in fondo al tunnel, parte un Tg della notte. Aaaaaaaagh.

PAROLE NUOVE
(Einar con Biondo e Sergio Sylvestre)
Si apre il torace di Sergio Sylvestre, dal suo interno escono Einar (che il italiano significa Cynar) e Biondo che è proprio biondo (Nomen omen) e canta usando l’autotune. Per tre minuti descriveranno l’amore con parole nuove, poi torneranno all’interno di Sergio Sylvestre.

ABBI CURA DI ME
(Simone Cristicchi con Ermal Meta)
Abbiate voi cura di noi che è tardi e non ne possiamo più, grazie e poi dopo ci son pure
Nino D’Angelo e Livio Cori con i Sottotono che non sappiamo chi siano e cantano pure in napoletano. Ne approfitto per mettermi un jeans e una maglietta e ascoltarli sottotitolati in inglese. Così prendo due piccioni con una fava e imparo le lingue. Lo ammetto, sono astuto.

ROLLS ROYCE
(Achille Lauro con Morgan)
Trent’anni dopo SEI COME LA MIA MOTO, arriva la ROLLS ROYCE. Poi dicono che c’è la crisi. Ho letto su facebook che Rolls Royce sarebbe una pastiglia, una droga. Non ho capito se sia una fake news o no, ma mi piace credere che sia tutto vero e mi godo il duetto Achille Lauro/Morgan al piano e al basso. Sono così stanco che mi è pure piaciuta, ma va anche detto che nel 1986 trovavo orecchiabile Love missile F1-11 dei Sigue Sigue Sputnik. Oltre la Rolls Royce.

Pubblicità del Reddito di Cittadinanza e si riparte col gran finale: stop al televoto. Arriva Toti e parla della ricostruzione del ponte crollato a Genova l’estate scorsa. Segue la proclamazione del duetto vincitore: Motta e Nada.
Fischi in sala.
Direi che i tempi sono maturi per andare a letto a leggere Serotonina.
Buonanotte.

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