UN TRANQUILLO, E POCO UTILE, PAREGGIO: FIORENTINA- NAPOLI 0-0

DI- STEFANO ALGERINI

Finisce 0-0 Fiorentina- Napoli ed è giusto così. Il Napoli ha certo creato più occasioni limpide, ma questa non è una notizia visto che tra le due squadre ci sono una ventina di punti di differenza in classifica, però la Fiorentina per larghi tratti della gara ha (abbastanza sorprendentemente a dire la verità) fatto la gara. Forse invitata a questo anche dal Napoli a cui Ancelotti, che notoriamente non è l’ultimo dei fessi come allenatore, aveva dato come primo comandamento il non lasciare praterie agli attaccanti viola come invece aveva fatto in maniera improvvida la Roma pochi giorni fa. E’ vero che un punto serve poco ad entrambe le squadre, ma la sensazione è che nessuna delle due creda davvero all’impresa miracolosa (nel caso del Napoli lo scudetto, e in quello della Fiorentina il raggiungimento di un posto Uefa attraverso il campionato) e quindi non si è mai avvertita nell’aria la tensione di una partita decisiva. E’ stata una bella partita, ma da happy hours, giusta giusta per l’orario in cui è stata programmata. Da vedersi non mangiandosi nervosamente le unghie, ma piuttosto noccioline o patatine.

E lo è stata a partire da un bel primo tempo, equilibrato, che ha ricordato un incontro di boxe tra due pesi welter: tecnica, velocità, ma senza esibizione di potenza. L’attacco del Napoli e quello della Fiorentina, con le coppie Mertens-Insigne e Chiesa-Muriel, sono infatti quanto di meglio c’è probabilmente su piazza a livello nazionale per raffinatezza di giocate e rapidità di esecuzione, però diciamo che se c’è da prendere un cross tocca che si mettano uno sull’altro come si faceva da bambini. E allora le due squadre sono andate di palla rasoterra e le occasioni sono comunque piovute, copiose. Le più nitide per il Napoli, specie quella di Mertens a pochi metri dalla porta (bravo Lafont ma il belga ce l’ha abbastanza sulla coscienza) però anche la Fiorentina ha impensierito più volte Meret, grazie alla costante pericolosità di Chiesa, e di un Muriel più a corrente alternata ma decisamente illuminante nei momenti “on”. Per il resto i due centrocampo si sono equivalsi e le difese pure. Difese che, specie quella della Fiorentina, dovevano sopportare assenze pesanti e che quindi alla fine si può dire il loro l’hanno fatto. Una prima frazione comunque divertente, con gioco corretto, tifo pure (e visto quello che è successo ultimamente in altri stadi non è una notazione secondaria) ed i due allenatori entrati e usciti chiacchierando amabilmente.  Roba da altre latitudini insomma.

Poi nella ripresa tutto è tornato un po’ più latino, ma neanche troppo. Sì, qualche scontro in più in giro per il campo c’è stato, ma più per stanchezza via via crescente che per altro. Il Napoli ha preso campo e la Fiorentina deve molto al riflesso da pantera di Lafont che ha negato a Zielinski un gol praticamente fatto, però ha continuato a fare la sua partita molto più che dignitosa creando anche qualche discreta occasione. Super in mezzo al campo in questa ripresa Veretout, giocatore “di lotta e di governo” che tra l’altro si mormora piaccia parecchio al presidente De Laurentiis. E visto che il boss partenopeo era in tribuna è probabile che alla fine qualche parolina ai suoi uomini di mercato l’abbia sussurrata. Fantastico il francese specie nel finale, quando la squadra viola si è trasformata in una pattuglia di reduci da una battaglia della prima guerra mondiale: feriti, incerottati, senza più cambi, i pochi “uomini validi alla pugna” hanno tenuto eroicamente contro le preponderanti forze avverse. Anche se all’ultimo minuto “l’ussaro” Milik si è divorato la palla decisiva, non riuscendo a spingere dentro a non più di cinque metri dalla porta ormai incustodita.

Gode dunque la Juventus. Certo non come la stagione scorsa quando la Fiorentina affondò le speranze residue dei napoletani, però sta diventando quasi un’abitudine per la squadra viola e questo non è bello… A parte gli scherzi come si diceva all’inizio il Napoli già di suo sembra crederci il giusto, e forse anzi sta pensando più alla Europa League, obbiettivo certo non facile ma sicuramente molto più alla portata. Un buon punto invece alla fine per la Fiorentina, che se non altro dà morale. E proprio in chiave viola nota di merito finale per due giocatori adoperati finora pochissimo da Pioli: Dabo e Ceccherini. Il primo, usato come laterale (non proprio la specialità della casa) ha fatto il suo come ogni volta che viene chiamato in campo, ed è servito alla grande come “birillo” sul quale Lafont faceva piovere regolarmente i rinvii di piede. Il secondo invece ha giocato una splendida partita fatta di anticipi e applicazione costante. Ragazzo interessante il buon Federico, il quale ha oltretutto il pregio aggiuntivo di essere un toscano, merce ormai rarissima in casa viola. Non che si pretenda di trasformarsi nel Athletic Bilbao, però se ogni tanto nelle interviste capita di sentire qualche C aspirata non è un male. Anzi!