ALLARME INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO. COME DIFENDERSI DAL PROPRIO SMARTPHONE

DI MARINA POMANTE

 

Dando seguito al ricorso dell’Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog, il Tar del Lazio ha fatto richiesta ai ministeri della Salute, dell’Ambiente e dell’Istruzione, di attivare una campagna d’informazione entro la prima metà del prossimo luglio.

L’inquinamento elettromagnetico viene indicato come inquinamento invisibile perché non si vede e non si sente.
Studi mirati sugli effetti dell’elettromagnetismo non hanno per ora dato definitivamente un’indicazione chiara sulla presumibile pericolosità per l’organismo, tuttavia non ne hanno nemmeno smentito le potenzialità di danno per l’uomo.
Resta quindi in fase di studio tale fenomeno, che va valutato con prudenza

Il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente ha prodotto una guida dettagliata sull’uso di apparecchiature in grado di emettere elettromagnetismo e su come evitare eccessive esposizioni ai campi magnetici.

In cima alla lista dei dispositivi capaci di generare elettromagnetismo ci sono naturalmente gli
irrinunciabili telefonini, che da oltre 20 anni sono oggetto di studio e di valutazione e che praticamente hanno dato vita a due scuole di pensiero tra gli scienziati. Ci sono quelli che sostengono che sia proprio il cervello ad essere esposto a pericolose onde elettromagnetiche e spiegano che alla lunga, questa esposizione aumenta la possibilità di sviluppare un cancro. Altri scienziati negano categoricamente
questo assunto non essendo evidenti connessioni tra ipotetiche cause ed effetti relativi.

L’allarme non tocca solo smartphone e tablet, ma altri oggetti di uso quotidiano. Ma è ovvio che dovremmo riconsiderare il nostro rapporto con l’amatissimo telefonino se ne fosse dimostrata la pericolosità.

La generazione dei campi elettromagnetici e gli effetti sull’individuo hanno interessato il mondo scientifico con particolare attenzione almeno dall’ultimo mezzo secolo e studi antecedenti avevano già lanciato l’allarme su questa problematica che però ha sempre vissuto teorie controverse.
Non sono solo i cellulari a infliggerci una pioggia di radiazioni elettromagnetiche ma ogni apparecchio con motore elettromeccanico, ogni avvolgimento elettrico, i tralicci dell’alta tensione e perfino gli impianti elettrici degli appartamenti. La generazione di un campo elettrico è data semplicemente dall’attivazione di un trapano o dalla lavatrice o dal frullatore, tutti apparecchi che usiamo normalmente Si immagini un grosso motore elettromagnetico, ad esempio di un treno o di un elicottero, ma anche la rete di servizio di una linea tramviaria…

Ad ogni modo restando focalizzati sul problema cellulari ed emissioni da essi prodotti, malgrado si sia visto come gli scienziati abbiano pareri antitetici, sono tutti inclini a raccomandare giuste precauzioni e il suggerimento più ovvio è proprio sulla riduzione del tempo di esposizione all’elettromagnetismo prodotto dal telefonino e questo consiglio interessa con maggiore attenzione i più giovani.
Ma come evitare esposizioni massicce provenienti dai nostri smartphone? Semplicemente agendo sulla “distanza”, evitando di tenerlo più lontano dal corpo, ad esempio nel taschino della camicia o nella tasca dei jeans.

Un comportamento che in particolar modo è ravvisabile nei giovani e giovanissimi è quello di poggiare il cellulare a fianco alla testa sul cuscino. E’ esattamente quanto sconsigliato da coloro che studiano il problema delle emissioni elettromagnetiche che suggeriscono anche l’uso di auricolari o del vivavoce per incrementare la distanza tra l’apparecchio e la testa.
Altro suggerimento è quello di contenere la durata della conversazione entro i 15 minuti, magari cambiando orecchio.
Tutti piccoli rimedi che forse possono far sorridere, ma fino alla certezza dell’innocuità delle onde elettromagnetiche, sono espedienti che conviene adottare.

Una delle particolarità che incide pesantemente sulla quantità delle emissioni è la presenza più o meno del “campo”. Quando c’è poco campo, il cellulare aumenta la sua potenza per arrivare ad ottenere un segnale sufficiente.

Altro elemento significativo per la quantità delle emissioni è quello del cellulare in movimento in treno o in auto, poiché il telefonino si trova a passare da una cella all’altra e la ricezione cala bruscamente o aumenta, con il conseguente aumento di onde elettromagnetiche. In auto, la condizione peggiora ulteriormente perché le radiazioni restano trattenute ingabbiate nell’automobile. Questo effetto prende il nome di “gabbia di Faraday”.

Ciò che rende fortemente l’idea delle emissioni è il dispositivo wi-fi. Nei momenti di upload e download, queste sono di gran lunga amplificate. Il consiglio in questo caso è di preferire il cavo quando possibile.

Seppure non sia dimostrata una correlazione diretta tra l’uso degli smartphone e l’insorgenza dei tumori, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’International Agency for Research on Cancer, hanno definito nel 2011 l’esposizione all’elettromagnetismo come possibile causa dei tumori.

I disturbi diversi derivanti dall’uso di cellulari, smartphone e tablet, vanno da quella che viene definita: “insonnia da monitor”, all’ansia. Una patologia interessante, frutto dei nostri tempi, è la nomofobia (la paura di non avere la connessione alla rete internet), di questo disturbo ne soffrono maggiormente gli uomini rispetto alle donne, anche se i valori percentuali si attestano a circa il 50% rispettivamente poco più per i primi e poco meno per le seconde. Altro piccolo disturbo emotivo è quello detto della “vibrazione fantasma”, in pratica l’utente avverte la sensazione di vibrazione del cellulare ma ovviamente non sta squillando affatto! In ultimo, ci sono altri disturbi indotti dall’uso del telefonino, come la cervicale o la rizoartrosi, cioè l’artrosi delle articolazioni trapezio-metacarpale che risiede alla base del pollice e da cui dipende la capacità del movimento opponibile con le altre dita della mano.

Volendo tirare le somme si può affermare che sono molte le autorità che mettono in guardia da questo particolare inquinamento invisibile e in moltissimi raccomandano particolare prudenza, ma come ci si può proteggere dal bombardamento elettromagnetico in una società improntata nella tecnologia
sempre più avanzata e veloce, come si potrebbe porre rimedio all’esposizione di campi elettromagnetici se non rinunciando volontariamente a praticamente tutti gli apparecchi elettrici, sarebbe un salto all’indietro nel tempo che ci costringerebbe, tra le altre, a rinunciare a Internet… Per molti più devastante del pensiero di un cancro!