BUSSETTI DIMOSTRA CHE LA LEGA CONTINUA A DISPREZZARE I MERIDIONALI

DI ALESSANDRO GILIOLI

Bussetti è un mio coetaneo, conosco bene l’humus subculturale in cui è cresciuto perché è lo stesso in cui sono cresciuto io: la Milano e la Lombardia degli anni 60 e 70, quella che viveva un’immigrazione dal Mezzogiorno ancora molto fresca, quella in cui dunque ci si divideva tra nativi e immigrati e molti nativi guardavano con superiorità e disprezzo i nuovi arrivati, e i loro figli, e i loro vestiti, e i loro quartieri e i loro incomprensibili dialetti.

Era la Milano ed era la Lombardia in cui i “terroni” erano considerati da molti nativi dei delinquenti, dei parassiti, degli intrusi, che riempivano gli elenchi delle case popolari rubandole ai milanesi, e lo stesso facevano nelle liste d’attesa degli ospedali, e sui tram, a scuola, così via.

Questo è l’humus di Bussetti, di qui è nata la Lega. Che poi ha applicato lo stesso identico schema mentale agli stranieri, agli immigrati dal Sud del mondo anziché dal Sud Italia.

Questo è l’humus antico che gli è riemerso ieri, e mi bastava sentire il tono – prima ancora che le parole – per risentirmi in quella Milano lì, quella in cui sono stato bambino e ragazzo e in cui ascoltavo ogni giorno tiritere antimeridionali molto simili, nei bar, sui tram, per strada.

Questa è e rimane la Lega, queste sono le sue radici, questo il suo modo di pensare. Oggi per convenienza elettorale applicato solo agli immigrati non italiani, ma nato e progredito contro gli immigrati italiani.

Faceva schifo quarant’anni fa, continua a farlo allo stesso modo adesso.