CARPI. TUTTE LE VITTIME DEL CORVO

DI RUGGERO PO

Caccia all’autore del dossier anonimo contro il sindaco. Lui revoca le deleghe al suo vice, e rivale, il quale nega. Ma a pagare sarà tutta Carpi.

Del dossier – lo comunica lo stesso Bellelli, sindaco di Carpi – gli è stato parlato per la prima volta a dicembre. Gli dissero che era stato diffuso alla stampa anche se, Carlino a parte, nessuno sembra esserne in possesso.

Nelle carte si ipotizza un interessamento del primo cittadino per fare avere ai genitori un appartamento a prezzo di favore in cambio di un occhio di riguardo. Carte che farebbero riferimento a atti amministrativi reali, con nomi e cognomi reali, ma interpretati a favor di illecito. Come nella tradizione della disinformatia d’autore che impasta il fango mescolando il falso a fatti reali. Accuse che già sappiamo non avrebbero retto alle verifiche che gli inquirenti hanno fatto in questi due mesi.

L’autore è sicuramente una persona che ha accesso diretto agli incartamenti dell’Amministrazione. Gli inquirenti indagano sul vice sindaco Morelli, assessore a Cultura e Patrimonio, e su alcuni esponenti leghisti modenesi. L’obiettivo sarebbe evidente: aprire la strada al ribaltone elettorale di maggio. Del resto la rivalità fra il primo cittadino e il suo secondo è cosa risaputa.

Ma possiamo logicamente pensare che Morelli, forte di un sostegno popolare derivante dalle opere fatte per il centro storico negli anni del dopo terremoto, sia ingenuo al punto da compromettersi con un dossier degno di un gruppo di comari? Che Morelli, a favore del quale i commercianti locali hanno creato l’hastag #iostoconsimone, e che potrebbe combattere Bellelli a testa alta con argomenti concreti, si metta in combutta con dei non meglio identificato topi d’archivio?

Tutto può essere, naturalmente. C’è da sperare tuttavia che l’inchiesta sulla talpa di Palazzo Scacchetti si allarghi a chiunque abbia accesso ai file dell’amministrazione. In questo ‘oggi’ di incapaci e invidiosi la cui unica arma è la macchina del fango io penserei piuttosto a chi concretamente potrebbe godere della guerra fratricida tra i due rappresentanti di spicco del PD locale. Sarebbe l’unico modo, forse, per scalzare un gruppo che ha ben amministrato la città.