CRISI DIPLOMATICA ITALIA FRANCIA. BASTEREBBE LEGGERE I LIBRI DI STORIA

DI MATTEO MARCHETTI

 

Comunque parliamone: la Gioconda è arrivata in Francia perché ce l’ha portata Leonardo stesso; il re di Francia l’ha regolarmente acquistata, e i furti di Napoleone riguardano tutt’altro (senza voler menzionare l’assurdità di rivendicare un’opera realizzata quando l’Italia nemmeno esisteva).

Nizza e la Savoia sono state cedute dal Piemonte in cambio del sostegno francese durante la Seconda Guerra d’Indipendenza, che ha fruttato ai Savoia la Lombardia (e, come piano inclinato, Toscana, Parma, Modena e la Romagna). I due territori sono stati ceduti con regolare trattato a Torino il 24 marzo 1860: Cavour soprassedeva sul mancato rispetto degli accordi di Plombieres (l’intero Lombardo-Veneto) in cambio dell’assenso francese alle annessioni nell’Italia centrosettentrionale.

La Corsica inizialmente era amministrata dai pisani per conto del Papa, poi è stata a lungo una colonia genovese; una rivolta ne ha cacciato Genova, che ha chiesto aiuto ai francesi per riconquistarla. Nel tentativo – vano – di sedare la rivolta hanno contratto un debito esorbitante, tanto che alla fine hanno dovuto “vendere” i diritti sull’isola al re di Francia (che poi l’ha conquistata per sé).

Quindi ecco, non è per disturbare la vostra ignoranza, le vostre battutine da seconda elementare («Ihihihihih, i francesi sono antipaticiiiiihihihih! Il bidet!»), ma se la Francia possiede tutte queste cose “italiane” è perché qualche “italiano” gliele ha cedute o vendute.

Ammesso e non concesso che si possa parlare di “italianità” per terre possedute da Stati preunitari che si muovevano guerra tra loro, ricorrendo anzi spesso all’intervento straniero contro il vicino. E poi restituiamo il Tirolo all’Austria e il Sud ai Borbone. Che più o meno è la stessa cosa.om