LORENZO, 34 ANNI, COMBATTE CONTRO IL CANCRO: RACCOLTI 600MILA EURO PER LUI

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

Lorenzo Farinelli, 34 anni è un giovane medico di Ancona e combatte contro il cancro non solo per sé stesso ma anche per tanti altri malati. Lorenzo lavora in un centro di riabilitazione per malati di Alzheimer e Parkinson e nel mese di giugno del 2018 gli è stato diagnosticato un Linfoma non-Hodgkin a grandi cellule di tipo B. Una forma di tumore molto aggressiva, che deve essere curata con terapie innovative, per adesso fruibili solo in America, ma in corso di sperimentazione anche in Italia, dove si attende il “via libera” dell’Agenzia per il farmaco, dato che si tratta di cure che costano centinaia di migliaia di euro. Lorenzo, ha dichiarato: «all’inizio si pensava che questa massa al cranio fosse benigna, poi la biopsia ha rivelato che è maligna. Si tratta di un linfoma molto aggressivo, che dopo il cranio mi ha colpito anche ad un’anca. All’Ospedale di Ancona sono stati molto bravi e veloci, li ringrazio di cuore. Dall’11 giugno scorso sono stato sottoposto a una chemioterapia massiccia, che sembrava aver risolto la situazione. Il Linfoma B di solito ha una buona risposta alla chemio, parevo guarito. Dopo 4-5 mesi ho però avuto una ricaduta importante. Da allora i protocolli chemio danno sempre meno risultati. Ho avuto una regressione fisica, ora non cammino più. Allora sono stato sottoposto a radioterapia, ma anch’essa non basta, si tratta di un tumore diffuso. A ottobre-novembre il professor Attilio Olivieri, ordinario di Ancona, mi ha parlato di una terapia innovativa esistente in Usa, la Car-T degli Usa: si prendono i linfociti T del sistema immunitario, le cellule vengono modificate per armarle contro il tumore e reinfuse nel sistema. Una metodica che elimina i rischi di rigetto del trapianto». Anche in Italia si sta lavorando all’adozione di questa tecnica, in centri come l’Istituto Nazionale Tumori di Milano, l’ospedale San Gerardo di Monza e il Bambino Gesù di Roma per la parte pediatrica. Continua a raccontare Lorenzo: «ai primi di novembre sono stato accolto e visitato all’Istituto Nazionale Tumori di Milano, dall’equipe del professor Corradini, un team fantastico e accogliente. Sono stato dichiarato eleggibile per la terapia, ma mi è stato spiegato che ci sono aspetti tecnici, legati all’approvazione della cura da parte dell’Aifa, che sono complessi e la cui tempistica è difficile da prevedere. Il problema è che per me il tempo stringe e che io non voglio morire». Lorenzo ha pensato allora di curarsi in America ma lì le cure sono costosissime, 550.000 euro iniziali. Per aiutarlo parenti e amici hanno iniziato una raccolta fondi. Sono stati raccolti 600.00 euro. Eventualmente dovesse essere curato in Italia i fondi raccolti saranno devoluti in beneficenza per la ricerca medica. L’equipe del professor Paolo Corradini, direttore del Dipartimento di Ematologia dell’Istituto Nazionale Tumori, ha avanzato per questi casi una proposta di sblocco all’agenzia del Farmaco. Anche dal ministro Grillo e dal governo è attesa una presa di posizione sul tema dei fondi.
Se in Italia non fosse possibile curarsi, Lorenzo chiede aiuto anche alle nostre autorità diplomatiche in Italia e negli Stati Uniti per identificare il centro giusto dove curarsi.
Nella vita privata, Lorenzo, è un bravo medico e nel tempo libero collabora con una compagnia teatrale. Convive con Martina e il loro sogno, prima della malattia, era quello di sposarsi.