MA GRILLO, GRILLO NON LO SA

DI CORRADINO MINEO

È domenica, consentitemi un sorriso. Ora litigano pure su Sanremo. I seguaci del Capitano -come deve esser grama la sua vita, davanti alla televisione con il fido Fedriga, oppure a mangiare improbabili prelibatezze, come chi voglia compensare una annosa carenza d’affetto!- i fan del Capitano, dicevo, se la sono presa con Sanremo, con Baglioni e i giornalisti, naturalmente, che avrebbero fatto vincere uno che ha un nome “strano”, Mahmood, e il padre egiziano, anziché un romano al 100%100, che si fa chiamare “Ultimo” anche se pare abbia coltivato studi raffinati. Ma arriva la vendetta della ex. Scrive in un tweet Elisa Isoardi: “l’incontro di culture differenti genera bellezza”. Non ho seguito il festival. Non saprei né potrei dire.
Invece il ministro dell’interno si conferma una volta di più ministro della propaganda e rompe il silenzio elettorale, che come ministro dell’interno sarebbe incaricato di far rispettare “Abruzzesi, io ce l’ho messa tutta. Oggi tocca a voi. Dalle 7 alle 23 bastano 5 minuti del vostro, tempo, una croce sul simbolo delle LEGA e vinciamo!”. Votando Lega, gli abruzzesi votereranno anche Forza Italia e Fratelli d’Italia. E soprattutto daranno una bella botta al migliore alleato del Salvini, quel movimento 5Stelle che il 4 di marzo, proprio in Abruzzo, aveva ottenuto intorno al 40% dei voti. Anche qui, rissa in famiglia!
Unità, invece, un vero e proprio “Abbraccio di Di Maio e Salvini”, prima della pugna contro gli gnomi di Bankitalia che affamano le italiche genti: “Azzeriamo Bankitalia e Consob”, è il titolo di Repubblica. “Nuovo fronte con le banche” fa eco un più pudico Corriere della Sera. Con tutto il rispetto, Mattarella se la prenda in quel posto. Basta pesi e contrappesi. Il governo del popolo vuole controllare la Banca centrale, dettarle le “vere” stime della crescita e dirle quali istituti salvare. A medio termine le chiederà di stampare moneta per procurarsi i soldi che non ci sono. Pare che non funzioni così. Né si capisce quale politica economica – sia pure sovranista- l’esecutivo intenda adottare. Quisquilie!
“Il governo esca dalla realtà virtuale” hanno chiesto ieri i 200mila di piazza San Giovanni. Ma Beppe Grillo non ci sta. “Questi non sono sindacati dei lavoratori -scrive sul suo blog-, le bandiere sono più dritte di quelle dell’Apollo 11 sulla luna” (credo che voglia dire che gli americani non ci sono mai stati, sulla luna). “Sono madamine Sì-Tav travestite da Belin, #Landini dice che il governo deve uscire dalla realtà virtuale, ma queste immagini sembrano un videogioco Sony con la vittoria della Ferrari. Uscissero loro dalla realtà virtuale”. È l’affondo dell’elevato, del garante, del fondatore.
Sarà! Ma a me pare che il povero Beppe si sia rinchiuso, lui, in un mondo di favole. Scrive in un altro post: Questa settimana c’è stata una piccola protesta. Quella fatta da migliaia di bambini in Belgio, scesi in piazza contro l’inerzia dei politici nei riguardi dei cambiamenti climatici”. Bravo Beppe! Come me, ti vai a cercare le notizie. Come me pensi che questi potenti stiano segando il ramo al quale, tutti, siamo aggrappati. Ma non lo sai che i tuoi “ragazzi” fanno il contrario? Che appoggiano un tale Salvini il cui faro si chiama Donald Trump? Te lo hanno detto, Beppe, che questo Trump è l’unico capo di stato al mondo che abbia la faccia tosta di considerare il global warming una fake news? Dove vivi, svegliati!