NOTE A MARGINE. I GIOVANI D’OGGI E I VECCHI DI IERI

DI CHIARA GUZZONATO

Piccola riflessione: questa mattina ho sceso il cane (per utilizzare un verbo intransitivo in modo transitivo facendo finta di rispettare una nuova regola che l’Accademia della Crusca non ha mai dato). Nel mio breve tragitto ho incontrato prima una coppia di signori anziani a braccetto, e poi un’altra signora anziana con due borse della spesa. Ai primi ho fatto un accenno di sorriso, ma ho ricevuto due musi che manco un bull terrier. Vabbé, penso, forse dovevo salutarli, in fondo quando ci si incrocia per strada e ci si guarda ci si saluta no? Ed ecco che incontro la seconda signora con le borse della spesa: la guardo e le dico un sorridente “Buongiorno!”. Muso numero due, se possibile anche peggiore dei primi.
Certo, ero struccata, coi capelli crespi dall’umidità padana, probabilmente sembravo anche uno spaventapasseri ma credo di avere un aspetto piuttosto innocuo. Dunque perché negarmi il saluto in una domenica mattina di pioggia? Poi ho pensato: se fosse stato il contrario, se fossi stata io la musona che non saluta una vecchietta gentile, sarebbe partito un classico “i giovani d’oggi non sanno cos’è l’educazione”.
Ma che mi dite dei vecchi di ieri?