IN ABRUZZO VINCE L’ALLEANZA BERLUSCONI-SALVINI. MA ADESSO PER LA DESTRA ARRIVANO I GUAI

DI LUCIO GIORDANO

E’ andata come doveva andare. Come previsto ha vinto lo straniero, uno che in Abruzzo magari ci è andato solo  a sciare o a mangiare gli arrosticini, oppure a farsi il bagno nelle acque non proprio cristalline del pescarese. E già questo fa capire l’incongruenza di certe candidature. Ha vinto l’ammucchiata della destra radicale, Quagliariello incluso,  con un suntuoso  quarantotto per cento, contro il trentaquattro del centro sinistra di Legnini e il sedici dei grillini, che sono i veri sconfitti di questa tornata elettorale. E per il neopresidente romano Marsilio il problema vero sarà ora spartire le poltrone tra i tre partiti della coalizione che hanno vinto queste elezioni.

Vinto, ma non stravinto. Perchè erano in molti ad essere certi che  con la presenza in questi giorni del segretario della Lega   in tutti i comuni abruzzesi, tempo rubato al suo lavoro di attuale ministro dell’interno, il risultato potesse essere ancora più importante. Sessanta per cento, secondo alcuni. Invece dodici punti in meno rispetto agli ottimisti della destra radicale. Ma il problema è un altro. Tutti si aspettavano il crollo di Berlusconi e invece il crollo non c’è stato. Anzi. Il Cavaliere ha tenuto con un buon dieci per cento contro il ventisei della Lega.

E uno come Berlusconi, finchè saluta lo preserverà, di certo non vorrà essere  secondo a nessuno. Non c’è stato insomma il prosciugamento dei voti del suo partito da parte della Lega e di sicuro Silvio passerà all’incasso e vorrà dire la sua, anche se purtroppo per lui da socio di minoranza. E, problema dei problemi, ci si chiede:  se Salvini  è costretto a fare i conti con Berlusconi, il suo elettorato cosa farà?

E chiaro infatti che la rinascita della Lega nord si deve proprio all’allontanamento politico dal cavaliere. Ma se senza il cavaliere non puoi governare, come invece sperava il segretario del carroccio annientando l’alleato, iniziano i guai. Perchè torneranno le litigiosità di sempre per chi sia il gallo del pollaio, a tutto danno degli italiani. C’è infine da dire che in un quadro politico magmatico come quello che esiste nel nostro Paese da diversi anni, quello che hai conquistato oggi domani potresti perderlo in un paio di elezioni, senza nemmeno accorgertene. Chiedere a Matteo Renzi per conferma.

La Lega ha insomma le mani legate. Da sola non può governare. Ancora:  al di là dell’indiscutibile ascesa, il Salvini sovranista che ha guadagnato consensi con un unico argomento vincente, quello dei migranti   causa della crisi economica, pur sapendo che non è affatto vero, se dovesse diventare improvisamente  moderato per venire a patti e  mediare con Silvio,  perderebbe consensi . Tirare troppo la corda sulle sue posizioni di sovranismo estremo? Questa corda rischierebbe di spezzarsi . Insomma, Teo fa bene a brindare . Ma le dichiarazioni post elettorali di Berlusconi , che già rivendica come anche suo il successo abruzzese, non possono certo fargli dormire sonni tranquilli. Anzi.