L’AMORE PER LA CULTURA POPOLARE DI AGOSTINO FERRENTE

DI GIOVANNI BATTAGLIA

DAL NOSTRO INVIATO A BERLINO

La sezione Panorama, collaterale alla competizione ufficiale, presenta spesso le cose più interessanti della Berlinale.
Quest’anno la cosa è ancor più vera in virtù della scarsa qualità dei film visti fino ad oggi nella competizione ufficiale.
L’Italia era presente oggi con “Selfie” l’originalissimo documentario di Agostino Ferrente.
Come suggerisce il titolo, il film è girato interamente con la modalità selfie di un cellulare ed è il racconto del mondo di Alessandro e Pietro, due ragazzi che vivono a Napoli nel difficilissimo rione traiano.
Sono due ragazzi normali con il desiderio di non finire nel tritacarne della malavita ed aspirano solo ad avere un lavoro e vivere in modo dignitoso.
Pietro vorrebbe fare il parrucchiere ma ancora non è riuscito a trovare un negozio disposto ad assumerlo, Alessandro invece lavora come aiutante in un bar; pochi soldi ma guadagnati onestamente.
Sono due attori non professionisti che raccontano la loro vita in un modo talmente straordinario e disinvolto da fare invidia alla maggior parte di quelli visti fino ad oggi in concorso.
La loro vita è stata letteralmente sconvolta dall’uccisione dell’amico Davide che ha perduto la vita a soli 16 anni, scambiato per un ricercato da un carabiniere che dopo un inseguimento gli aveva sparato alle spalle.
Originariamente il documentario di Ferrente doveva essere una cosa completamente diversa; il progetto era quello di raccontare la morte assurda di Davide Bifolco ma come spesso accade i piani del regista sono cambiati radicalmente quando ha incontrato i due protagonisti ed ha pensato di raccontare la loro vita mettendo nelle loro mani lo strumento che sanno usare meglio, il cellulare, e proponendogli di portare letteralmente lo spettatore in giro per il loro quartiere.
Quello di Ferrente è un film potente ed emozionante ,una presa diretta, fatta di sguardi, di spontaneità, dove si racconta in modo asciutto e privo di retorica questo mondo marginale dove si trovano emozioni profonde.
Una delle migliori cose viste fino ad oggi.