TRA POCO SAPREMO SE PADRE DALL’ OGLIO È VIVO

DI TONI CAPUOZZO

 

Sembra sia stato raggiunto un accordo tra le SDF e gli assediati dello Stato Islamico, e dunque nei prossimi giorni sapremo se davvero padre Dall’Oglio e gli altri ostaggi sono vivi. La calma delle ultime ore non deve far dimenticare la durezza della battaglia intorno alle ultime enclavi dell’ Isis nella provincia di Deir Ezzor. Tra le fila dell’Isis si sono contati dal 10 novembre a oggi 1279 morti, 678 tra i ranghi delle SDF. Ma pesante è anche il bilancio delle vittime civili: dal 10 dicembre 401 vittime, tra cui 144 bambini e 86 donne. In più l’Isis ha eseguito 713 condanne a morte, molte delle quali tra i suoi disertori. L’accordo prevederebbe la consegna degli ostaggi e la liberazione di 3000 civili usati come scudo umano nei 4 chilometri quadrati dell’enclave di Baghuz, mentre i membri dell’Isis e le loro famiglie si vedrebbero garantire un corridoio di fuga verso il deserto, sull’altra riva dell’Eufrate. Intanto tra i combattenti islamici che si sono arresi vengono registrati uomini e donne di nazionalità russa – ceceni- e uzbeka, che si aggiungono ai 35mila siriani, iracheni, somali, filippini arresisi o individuati in mezzo ai rifugiati dal 1 dicembre a oggi. Nell’enclave assediata il cibo per la popolazione scarseggia e il costo per essere “esfiltrati” dai contrabbandieri ha raggiunto i 3000 dollari a persona, e diecimila nel caso di stranieri (e cioè di foreign fighters). Ma le vie di fuga nel deserto sono comunque difficili per civili provati dalla mancanza di cibo e di medicine: una trentina i morti per cause “naturali” durante la fuga o nel campo rifugiati di al Hool.