IO SONO MIA, DA NON PERDERE SU RAI 1 IL BIOPIC DI MIA MARTINI

DI CHIARA FARIGU

Sarà Serena Rossi a vestire i panni dell’indimenticabile e indimenticata Mia Martina, stasera su Rai 1. Un film biografico su una delle voci più belle e uniche che la musica italiana abbia mai avuto. Un timbro vocale particolarissimo, un graffiato unico, potente col quale ha dato vita a brani come Piccolo uomo, Minuetto, Almeno tu nell’universo, Gli uomini non cambiano, La nevicata del ’56, canzoni, ancora oggi di una bellezza struggente.

Il film ripercorre uno spaccato di vita privata e pubblica, sino al 1989, anno del suo ritorno a Sanremo con Almeno tu nell’universo, dopo un prolungato periodo di assenza dalle scene a causa dell’assurda etichetta di iettatrice che le era stata appiccicata addosso da un (mancato) impresario.

La calunnia nasce come un venticello che in un lampo diventa tempesta, si è soliti dire. Basta poco, una parola, un sentito dire, una confidenza su qualcuno che porta male. Parola che poi passa di bocca in bocca arricchita di particolari inventati a cui seguono gesti scaramantici e toccate di parti intime. Quel qualcuno è da scansare, persino il nome diventa impronunciabile.

E’ uno stigma che annienta l’anima di chi ne è vittima. E Mia Martina conobbe per anni quella vergogna.

Messa all’angolo persino da chi avrebbe dovuto tenderle una mano, ha vissuto anni di solitudine, sprofondata nel male oscuro della depressione. L’amore per la musica, la sua rinascita. Anche se per pochi anni ancora.

Una vita tormentata, sin dall’infanzia a Bagnara Calabra, città che le ha dato i natali. Un rapporto difficile col padre, amori sfortunati, tradimenti, solitudine. Era sola anche quella notte del 14 maggio 1995 quando fu trovata morta nella sua casa di Cardano al Campo, vicino a Varese.

Il suo corpo adagiato sul letto, alle orecchie le cuffie del mangianastri, il braccio teso verso un vicino apparecchio telefonico: così fu trovata dai vigili del fuoco che irruppero nel suo appartamento mandati lì dal suo manager a seguito di due giorni di irreperibilità.

Scena, quest’ultima, assente dal film che si ferma, come detto al 1989. Assenti anche alcuni personaggi chiave come Renato Zero, col quale ha condiviso gli anni degli esordi nel mondo musicale e il suo grande amore Ivano Fossati. Entrambi hanno chiesto di non essere coinvolti nel rifacimento della vita della Bertè, in arte Martini.

Una storia da non perdere. Per godere ancora una volta di quei brani che fanno parte delle nostre vite.

Una storia, seppur a tratti romanzata, per ricordare una grande artista che è ancora viva nei nostri cuori. Interpretata da una splendida Serena Rossi in grande spolvero che le ha prestato volto e voce presentati in anteprima al teatro dell’Ariston.

Uno dei momenti più intensi e commoventi del festival.

Una storia per renderle omaggio, ancora una volta

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