PRIMA DI OGNI VITA

DI TINA CAMARDELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La dottrina della reincarnazione è antichissima: compare in India col nome di Samshara molti secoli prima di Cristo e la si ritrova più tardi in Grecia con Pitagora nel VI secolo  a.C, probabilmente proveniente dall’ India, dato che in Occidente non ha mai avuto grande riscontro.

Oggi, per fortuna,  in un tempo di forti migrazioni culturali,  questa dottrina si è diffusa anche tra gli occidentali.

La reincarnazione è il concetto filosofico o religioso per cui dopo ogni morte biologica,  un essere vivente inizia una nuova vita in un diverso corpo fisico.

Si chiama anche rinascita o trasmigrazione. È il cardine di tutte le principali religioni: cattolicesimo, buddismo, induismo,  giainismo, sikhismo ecc.

Lo scopo finale della vita, secondo la reincarnazione è quello di arrivare ad un punto, attraverso successive vite, nel quale l’anima si libera definitivamente da ogni legame con la materia, al fine di tornare al padre e raggiungere  un’eterna beatitudine.

Il problema  tuttavia, è duplice: non abbiamo, fino ad ora, alcun modo per verificarla in modo obiettivo e non abbiamo alcun meccanismo per spiegare come potrebbe verificarsi; come è vero che nessuno può affermare che la reincarnazione non esiste.

Molte persone ritengono che la reincarnazione non esiste solo perchè non ricordano il loro passato. Invece ce ne ricordiamo, anche se non  in maniera dettagliata.

Riceviamo spesso dei suggerimenti  su chi siamo stati:  ad esempio la connessione emotiva con culture e periodi storici,  dejavu, paure e fobie inspiegabili, sogni e incubi ricorrenti,  legami e sensazioni con persone quasi istintivi. Sono tutti indizi su chi eravamo prima di indossare questi panni. Abbiamo una voce interiore che ci parla, anzi urla, c’è chi l’ascolta e chi no.

Oltre alle nostre sensazioni, secondo alcuni scienziati, la meccanica quantistica consentirebbe alla coscienza di continuare a vivere anche dopo la morte finale del corpo. Il Dott. Robert Lanza  ha coniato l’espressione “biocentrismo” che è una teoria secondo la quale la coscienza viene rilasciata nell’ universo attraverso particelle subatomiche dopo la morte.

Il Dott. Tucker ha approfondito questa teoria e afferma che questo flusso di energia può trovare un nuovo ospite.

Alcuni dei principali scienziati del passato, come Max Planck, padre della Teoria dei Quanti, consideravano la coscienza come fondamentale e la materia come secondaria.

Quindi, in quel caso, significherebbe che la coscienza non sarebbe necessariamente dipendente da un cervello fisico per sopravvivere, e potrebbe continuare dopo la morte del corpo.

Sembrerebbe quindi che le anime esistano già dall’ eternità. Esisterebbe una specie di parcheggio, dove le anime aspettano di essere abbinate ad un corpo.

Ma su quali basi scegliamo il nuovo corpo da abitare?

C’è una pianificazione prima di nascere. Un assemblea di saggi con i nostri spiriti guida discute la vita davanti a noi. Ci viene data la scelta tra due vite differenti in cui incarnarci di nuovo. Scegliamo tutti i particolari compresi i genitori. Abbiamo obiettivi da raggiungere e sfide da superare. Alcune anime desiderano imparare la pazienza,  superare l’invidia, la gelosia, sviluppare il senso di gratitudine. Quando il piano viene costituito, ci aiutano creando la sincronicità: innescando le situazioni giuste, le opportunità, le persone, tutto per guidarci verso i nostri obiettivi. Alla fine ci viene dato un grande dono: la possibilità di cambiare, trasformare e sovvertire  tutto con  “il libero arbitrio”. E cosi assistiamo a cambiamenti repentini a trasformazioni a veri e propri miracoli.

Ma perché dimentichiamo?

Dobbiamo sperimentare, affrontare delle prove e come si potrebbero superare se conoscessimo già le risposte. Dimenticare è la regola fondamentale ed è l’unico modo per vivere la vita senza condizionamenti, al massimo. Spesso può accadere che la guarigione o il superamento di un problema può avvenire nelle vite future.

Esiste un muro di protezione tra la vita attuale e quelle passate. Immaginate se all’ improvviso quel recinto di protezione fosse abbattuto; non tutti sarebbero pronti ad affrontare quelle scoperte, alcuni potrebbero rimanerne sconvolti. Conoscere la verità quando ancora non siamo pronti, potrebbe creare caos.

A turno giocheremo tutti i ruoli. In una vita saremo assassini, in un’altra saremo assassinati, in una vita ladri in un’altra derubati, poi poveri e dopo ricchi. Non sarebbe giusto far nascere un bambino in condizioni disumane e poi non dargli la possibilità di riscattarsi.

Alla luce di questo, non esiste il male il bene, il buono, il cattivo, il tutto fa parte del piano evolutivo per la crescita della nostra anima. Se non ci fossero i cattivi, l’evoluzione non sarebbe possibile. In ogni malvagio c’è un’anima bella che sta vivendo un’esperienza, in ogni persona buona c’è un’anima che prima è stata cattiva. Stiamo facendo un percorso programmato fin dalla nascita.

Compreso che tutti sperimentiamo dei ruoli, diventa impossibile e inutile giudicare, odiare le persone e catalogarle in lupi o agnellini. Viviamo una realtà dove  anche il negativo è necessario perché contribuisce al “Grande Progetto”.

Ricordiamoci prima di ogni giudizio che nella apparente imperfezione tutto è perfetto