AUTONOMIA REGIONALE DIFFERENZIATA: LA SECESSIONE DEI RICCHI SAREBBE LA MORTE DELL’ITALIA

DI LUCIO GIORDANO

In queste ore ci stanno provando tutti i rappresentanti della Lega Nord per l’indipendenza della Padania, segretario MAtteo Salvini, a spiegare in tv che non è vero che il regionalismo differenziato sia la fine dell’Italia. Con tecnicismi che non convincono nessuno, oggi  ci ha provato anche il ministro degli affari regionali Erika  Stefani, ad Agorà, Rai tre. In decine di articoli abbiamo spiegato perchè il regionalismo differenziato sia benzina sul fuoco del disagio sociale e addirittura che con esso sia  a rischio  la stessa unità d’Italia. Qui ci limiteremo ad alcune  considerazioni, cercando di essere i più semplici possibile, in una materia che, colpevolmente,  pochissimi italiani masticano.

A. Questa legge è stata approntata alla chetichella, senza il coinvolgimento dell’opinione pubblica. A Milano, all’epoca del referendum, andò a votare un elettore su quattro.  Solo le dichiarazioni del ministro dell’istruzione, il leghista Bussetti, hanno fatto esplodere il problema  e l’hanno messo sotto la luce dei riflettori. Bussetti, giorni fa,   parlava di scuola: ‘Ci vuole più impegno non più soldi, per voi del Sud Italia’. Poche frasi e, come seguendo il tracciato di  una corda, milioni  di italiani sono arrivati all’altro capo della fune, scoprendo che alla fine, sì, il problema vero è che lo Stato sarebbe  messo alla porta. Nessuna redistribuzione delle tasse. In nome dell’egoismo economico , le tasse rimarrebbero  in casa propria. In questo caso il nord produttivo si terrebbe  tutto fregandosene  del Sud. Scuola e sanità  sarebbero  le prime vittime di questa legge.  A questo punto la domanda sorge spontanea:  se tanto mi dà tanto, perchè non tornare al Lombardo veneto? Qui si trova assurdo che a settant’anni di distanza ci siano ancora regioni a statuto speciale, come val d’Aosta, Friuli, Alto  Adige, Sicilia, Sardegna. Figurarsi se dovessero aggiungersi altre tre regioni all’elenco..

B. in un periodo di crisi economica che dura ormai da undici anni,  tutto questo vuol dire annichilire il sud. Quando dopo l’abbattimento del muro di Berlino le due Germanie si unirono, in quattro anni la Germania dell’Est venne salvata da una crisi irreversibile. Fatta cento la quota delle due germanie, l’Ovest aveva novanta, l’est dieci. A spanne divisero il patrimonio al cinquanta per cento. Chi aveva di più diede a chi aveva di meno. Questo vuol dire unità di una nazione, non altro. Tanto per dire: dopo i primi anni la Germania, grazie anche all’aiuto dell Europa che si prodigò in maniera quasi sospetta ed esagerata, i tedeschi diedero vita ad un nuovo miracolo economico. E non fu un caso. Il benessere diffuso, infatti,  fa bene all’economia.  Questa legge invece   è estremamente pericolosa, perché crea una situazione di mors tua vita mea: quanto meno faccio ottenere agli altri, tanto più ottengo io.

C. Dare un potere di questo tipo a una commissione tecnica è stato molto grave anche dal punto di vista democratico.Che ad oggi non sia prevista alcuna discussione parlamentare ma l’approvazione secca della nuova legge, la dice lunga sulla polpetta avvelenata che la Lega nord per l’indipendenza della PAdania sta preparando al meridione d’Italia. Polpetta doppia, perchè mentre da una parte tutte le attenzioni del segretario di Via Bellerio erano rivolte  verso il Lombardo Veneto, il nocciolo duro dell’elettorato leghista, dall’altra, inventandosi una scatola vuota chiamata Lega, ha cercato  di mettere radici anche al sud per comandare l’Italia e trarre tutti i benefici nazionali, senza avere più oneri da condividere. Poveri ‘terroni’, verrebbe da dire: cornuti e mazziati. Non si sono accorti che in questo modo verrebbe stracciato il patto di solidarietà tra gli italiani? Serve un altro Bussetti che lo faccia capire meglio?

D. Il fatto che i vertici della Lega nord per l’indipendenza della PAdania abbiano minacciato a pù riprese una crisi di governo nel caso in cui non fosse stato approvata l’autonomia regionale differenziata, anche qui  la dice lunga su quale sia stato da sempre l’obiettivo di Salvini. Guidare appunto  il Paese espandendosi al sud ma privilegiando solo ed esclusivamente il Nord. Ai meridionali che votano La lega verrebbe da dire: chi è causa del suo mal pianga se stesso. E’ indubbio che quella sulla autonomia regionale, è  una riforma che sconvolgerebbe l’assetto istituzionale italiano, delegando nuovi poteri e risorse a tre regioni, Lombardia , Veneto, Emilia,  che esprimono quasi un terzo della popolazione italiana e il 40% del Pil. Sarebbe davvero la fine dell’Italia.

E De Luca, il presidente della Regione Campania, sta accendendo la miccia. Dichiarandosi contrario all’autonomia regionale è pronto ad andare allo scontro e a guidare tutti i presidenti di regione del sud. E’ pronto anche a rivolgersi alla consulta per dichiarare incostituzionale questa nuova legge che non potrebbe essere abrogata per almeno dieci anni, a dar retta alla prima stesura del testo. Gli stessi cinque stelle hanno aperto da qualche giorno gli occhi e nel consiglio dei ministri di oggi, non sono più cosi’ convinti di appoggiare quello che è il vero totem della Lega. Tra l’altro il movimento ha preso voti sopratuttto al sud. Se non si ribella oggi stesso, finirà a polvere di stelle: percentuali da prefisso telefonico. Gli conviene?

F. stupisce che data la gravità del provvedimento, i mezzi d’informazione non abbiano dato da subito massimo rilievo ad una legge che, convinzione di molti, vorrebbe dire, nella migliore delle ipotesi, la fine dell’Unità d’Italia, nata male per carità, per la quale però migliaia di italiani hanno dato il sangue.  Nella peggiore delle ipotesi,  a parere di molti esperti invece, si rischia addirittura la guerra civile. Vuole questo la Lega nord per l’indipendenza per la PAdania?

G in questo scenario che potrebbe avere conseguenze nefaste per il PAese e in considerazione anche del fatto che ci sono temi che hanno priorità assoluta, meglio soprassedere.  Al momento c’è da pensare all’ autorizzazione a procedere per mandare davanti alla giustizia Salvini per il sequestro di persona nella vicenda della nave Diciotti,  C’è da pensare al pil che vola a terra, alla crisi economica, alla tav. alle rivolte dei contadini pugliesi per gli ulivi bruciati dal gelo, e  a quella dei pastori sardi: per non parlare delll’isolamento in cui è finita l’Italia in Europa, alla lotta senza quartiere  all’evasione fiscale e alla criminalità organizzata. Insomma, dopo aver risolto veramente questi problemi si potrebbe ridiscutere dell’autonomia differenziata. Per il momento meglio accantonare. Meglio ancora, però,  sarebbe rinunciarci definitivamente. Per il bene dell’Italia.