DI SATANA? NO, MEGLIO PARLARE DELLA DICIOTTI, DI CRISI ECONOMICA, ISOLAMENTO DALL’EUROPA

DI EMILIANO RUBBI

Ok.
Siamo a Salvini contro Satana.

Non è uno scherzo, è davvero la pagina del ministro dell’interno del nostro paese.

Ormai la tattica comunicativa salviniana è diventata sempre più chiara, praticamente si gioca a carte scoperte: l’importante è dare sempre uno spunto per far parlare di lui, non importa quanto ridicolo (tanto i suoi elettori non se ne accorgono), purché si eviti accuratamente di toccare quei temi “sensibili” che potrebbero metterlo in difficoltà: la Tav, le disastrose stime di crescita del PIL fornite dalla Commissione Europea e via dicendo.

E così, dopo Mahmood, il vincitore di Sanremo “non eletto dal popolo”, tra una Nutella e i festeggiamenti per 100 poveri cristi “salvati” su un gommone dalla guardia costiera libica (ovvero riportati a forza nell’inferno dal quale stavano disperatamente tentando di scappare), spuntano anche le invocazioni al maligno su Rai Uno e il problema “più frequente di quanto si pensi” delle sette sataniche.

Del resto, a proporre un’interrogazione parlamentare sulla stregoneria nelle scuole ci aveva già pensato Pillon (quella sorta di Enzo Miccio leghista al quale, giustamente, stiamo facendo scrivere la legge sull’affidamento dei figli delle coppie separate), così il Capitano ha deciso di puntare direttamente alla radice del problema, al boss delle streghe: Belzebù.

La bulimia comunicativa di Salvini e del suo team di social manager, infatti, prevede esattamente questo: un mix di notizie a base xenofoba, un certo numero di post contro i suoi “nemici radical chic” (Saviano, principalmente, ma anche Boldrini, i centri sociali e via dicendo) e poi gattini, Nutella, cibo e notizie ridicole postate con l’intento evidente di “far parlare di sé”.

E ci riesce, ovviamente, perché sposta ogni giorno l’asticella un po’ più in alto, spingendo le persone che leggono la sua pagina a condividere incredule la notizia di un ministro dell’interno di un paese occidentale che, nel 2019, parla di “pericolo sette sataniche” su Facebook riferendosi a uno sketch di Virginia Raffaele.

Il risultato? Siamo in recessione, stiamo minando seriamente i nostri rapporti con gli altri paesi europei, l’economia non cresce e sembra che andrà sempre peggio, non si sa se lui sarà processato per sequestro di persona e il governo è diviso sulla Tav, ma noi parliamo assieme a lui del grande pericolo rappresentato da Lucifero.
Va bene tutto, insomma, purché si parli di lui, ma non di quello che potrebbe creargli problemi.

Non so quanto potrà durare ancora questa fase.
Credo che, prima o poi, anche i più irriducibili fan del padano si stancheranno di questa sovraesposizione continua a base di pagliacciate e sfilate in costume.

Fino ad allora, il ministro della propaganda insisterà con questa tattica, esagerando ogni giorno di più, rendendo “normale” quello che, fino a poco tempo fa, avremmo considerato “impossibile” e “ridicolo”, trasformando ogni sorta di impensabile idiozia in un tema politico.

Speriamo almeno che, per giugno, oltre alla povertà, alla mafia e alla camorra, il governo del cambiamento sia riuscito a sconfiggere definitivamente anche Satana.

Sarebbe seccante affrontare l’annoso problema dei sabba, con il caldo.