I TENTACOLI DELLA ‘NDRANGHETA NEL VENETO. ARRESTI TRA VERONA E CROTONE

DI MARINA NERI

Chissà se nel gettito fiscale veneto ci sono anche i proventi tassati della malavita organizzata. E proprio nelle ore in cui il regionalismo diviene il tema principale del dibattito nazionale, con l’ intesa Governo_ regioni del nord sul pieno federalismo, la notizia di arresti eccellenti in Veneto fa il giro dei media.

Tra Crotone e Verona perquisizioni e arresti di appartenenti alla cosca dei Multari.

Originari di Crotone si sarebbero stabiliti da oltre un trentennio nel veronese. E avrebbero intaccato coi loro affari quel tessuto sociale, intessendo legami con insospettabili colletti bianchi ed imprenditori locali.

Secondo gli inquirenti la famiglia cutrese dei Multari avrebbe commesso una serie di reati contraddistinti dalle modalità del metodo mafioso.

Estorsioni,minacce, violenza privata, frode processuale e, come atto intimidatorio nei confronti di un imprenditore, persino l’incendio di uno yacht 2015 che si trovava ormeggiato nel porto di Alghero.

Pare, che proprio grazie alla fitta rete di accordi, addirittura con alcuni esponenti nominati dal tribunale per gestire le aste, anche i beni confiscati ai Multari sarebbero stati venduti a prezzi irrisori a prestanome scelti dalla stessa famiglia ‘ndranghitista.

Con metodi criminali eventuali interessati agli acquisti venivano fatti desistere affinché si prediligesse l’acquisto da parte di amici degli amici.

Gli arresti di oggi sono la dimostrazione che la mano della ‘ndrangheta non allenta la presa sul Veneto- dice Francesca Rispoli dell’ufficio presidenza di Libera –( cfr il Fatto Quotidiano).

La ‘ndrangheta segue il denaro, non è mai stato diversamente e il triangolo d’oro del Nord Est è un regno allettante per i nababbi criminali nostrani.

Ha attecchito bene al punto tale che da intercettazioni e da indagini gli inquirenti hanno appurato un dato sconcertante : imprenditori e cittadini comuni, spesso, pur essendo consapevoli della levatura criminale del loro interlocutore o della persona che andavano a contattare, e soprattutto del peso del favore, che andavano a chiedere, in termini di restituzione, si rivolgevano alla famiglia Multari per risolvere ogni tipo di problematica economica e privata, preferendo questa strada a quella delle istituzioni. Nuovi eclatanti sviluppi si attendono,quindi, dall’ inchiesta.

Non ci sono attenuanti per una realtà ricca e scevra dal ricatto del bisogno.

E suonano amaramente profetiche le parole di Corrado Alvaro: la disperazione più grave che possa impadronirsi d’una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile. (Cfr Ultimo diario)