SIGNOR VERHOFSTADT, PENSI PRIMA DI PARLARE

DI CARLA VISTARINI

Un tizio che si chiama come uno starnuto e gestisce le trattative UE per la Brexit (così bene che tra poco scoppia la guerra con l’Inghilterra) ieri si è permesso di farfugliare offese contro chi ci rappresenta in Europa. E quindi contro di noi. Costui, che occupa una posizione chiave nella politica europea, e che di conseguenza dovrebbe essere un sopraffino campione di mediazione politica e fair play internazionale, ha sovvertito tutte le leggi, scritte e non scritte, della diplomazia, col suo eloquio rozzo e incivile, degno delle peggiori bettole dei più beceri bassifondi. Il Parlamento Europeo non è l’assemblea di condominio dove ci si scanna perché il gatto della Signora Cecioni guarda storto il cane di Pinco Pallino. No, caro signor Starnuto. Il Parlamento Europeo è, o dovrebbe essere, il sacro e accogliente tempio del dialogo e della civiltà. Starnazzarvi dentro con leggerezza e superficialità, nonché con villania intollerabile, come ha fatto lei, significa svilirlo, destituirlo di ogni importanza e rispetto. E rischiare grosso. O, peggio, farlo rischiare agli europei tutti. La Storia ci insegna che le parole sono pietre, soprattutto a certi livelli e in certi consessi, quando il ruolo che si ricopre non è personale o individuale, ma rappresentativo di interi popoli. Le parole sono pietre e il loro uso richiede intelligenza, cultura, raziocinio, lungimiranza, e soprattutto misura. Altrimenti sono guai. “Misura per misura”, dice un’opera straordinaria di William Shakespeare. La legga, signor Verhofstadt. In passato, a causa di parole sbagliate, intemperanze dette al momento sbagliato, nel luogo sbagliato, e nel modo sbagliato, sono scoppiate guerre. E così ecco che oggi l’uomo col nome da starnuto, bastonato forse dai suoi consiglieri, o forse rinsavito da qualche ebbrezza pregressa, cerca di rimediare al danno sperticandosi a dire che ama l’Italia, la adora, la idolatra. Continui a dirlo e non offenda più nessuno e può darsi che tra molto, molto, tempo le crederemo. Ma soprattutto, per cortesia, segua diligentemente il consiglio saggissimo attribuito a Confucio che dice: “Prima di parlare pensa. Se non sai pensare, taci”.