IL MOLOCH VERDE E IL GOLEM GIALLO

DI MARIO PIAZZA

Da un lato la Lega che dopo aver capitalizzato il falso respiro nazionalistico torna alle proprie origini secessioniste, quelle che vorrebbero separare un Nord ricco, operoso ed onesto da un Sud povero, sfaticato e truffaldino.
Dall’altro lato il M5S che uno ad uno sta demolendo i propri totem, quelli che lo rendevano diverso dalla politica omologata fatta di compromessi e sotterfugi, di casta e di sprechi di denaro pubblico.

E’ aberrante il piano leghista sulle autonomìe regionali che vorrebbe attribuire a Lombardia, Veneto ed Emilia tali e tante prerogative da creare un super-stato non solo autonomo finanziariamente ma addirittura affrancato dalle leggi nazionali che non gradisce, prima tra esse la Costituzione. E in aggiunta con la facoltà di attingere a piacimento dal depauperato stato centrale per la copertura di magagne improduttive come le forze armate, le rappresentanze diplomatiche o la protezione civile.

Non meno aberrante è il tradimento lento e costante dei princìpi fondanti che avevano consentito al M5S un exploit elettorale senza precedenti. Stanno cadendo in questi giorni le ultime macerie del castello di fiaba che avevano disegnato, e allora via libera all’immunità per Salvini e a breve anche via libera alle carriere politiche ultradecennali con l’abolizione del limite dei due mandati.

Nel mezzo ci siamo noi, stritolati tra due mostri impazziti che per il proprio successo o per la propria sopravvivenza menano colpi alla cieca totalmente incuranti del bene collettivo ma ancora pronti a sorridersi appena spunta una telecamera.
Unica possibilità di salvezza è che il Moloch verde ed il Golem giallo si uccidano a vicenda nello scontro finale, ma occorre che si sbrighino perchè il tempo è abbondantemente scaduto.