LE (VAR)IAZIONI SUL TEMA: LA FIORENTINA PASSA DA PERDERE 2-1 A VINCERE 4-1

DI- STEFANO ALGERINI

Necessario (vitale) prima di tutto spiegare il titolo: minuto settantadue del secondo tempo di Spal- Fiorentina, si viaggia su un 1-1 abbastanza giusto e anche abbastanza divertente. Chiesa, in giornata normale ma non super, decide che è ora di fare qualcosa di speciale e quindi si beve come un espresso tre quarti della difesa spallina in pochi metri quadri di area di rigore, venendo fermato però da Felipe a non più di cinque metri dalla porta. Regolarmente? Impossibile dirlo a velocità normale, perché il buon Fede fa un bel volo però non sembra protestare più di tanto. L’azione nel frattempo continua, continua, continua… Insomma passa un minuto buono e la Spal arriva a crossare in area dove c’è Valoti che, liberissimo, infila Lafont per il 2-1 dei biancoazzurri. Festeggiamenti e abbracci che coinvolgono anche il figlio del marcatore impegnato a bordocampo come raccattapalle. Scene quasi commoventi, ma intanto, a Topolinia… A Topolinia (cioè la sala Var) c’è gente che viaggia nel tempo, e vede che un paio di minuti prima l’intervento di Felipe su Chiesa era pulito sulla caviglia dell’attaccante viola, neanche un millimetro di pallone preso! Pairetto richiamato davanti al monitor passa lunghi secondi cercando un motivo valido per non fischiare quel maledetto rigore e passare alla storia dalla parte sbagliata. Però per quanto ci provi non può proprio esimersi perché il fallo è solare come la giornata ferrarese. Quindi salto temporale che neanche con la Delorean di “Ritorno al Futuro” e gol della Spal cancellato. E gol invece della Fiorentina con Veretout. Siamo ufficialmente nel futuro ragazzi!

Certo la vicenda diciamo che non fa felici i tifosi della Spal (dire che si sono imbufaliti non rende neanche lontanamente l’idea) però bisogna dire che quando si è introdotta la Var si cercava proprio di evitare ingiustizie, ed il mancato rigore alla Fiorentina un’ingiustizia sarebbe stata, non c’è ombra di dubbio. Il fatto che nel frattempo l’altra squadra segni un gol, festeggi, si senta lanciata verso la salvezza, e poi invece finisca la partita con quattro gol sul groppone è uno spiacevole “effetto collaterale”, non c’è dubbio, ma tant’è.  Già, perché poi la partita è finita 4-1 per la Fiorentina, dopo il rigore infatti sono andati in gol anche Simeone e Gerson, entrambi con due bei gol propiziati però da una difesa emiliana ormai allo sbando più totale. Quindi alla fine un risultato che va sicuramente oltre i meriti della squadra viola, ma non ingiusto, bisogna dirlo. La Fiorentina di occasioni buone ne aveva create anche nel primo tempo, specie una clamorosa con Muriel (traversa colpita da pochi metri a porta spalancata), ed era stata punita invece da Petagna dopo la solita “Hugata”, cioè il rituale errore di Viktor Hugo in fase di disimpegno. Se fosse bravo con le parole come il suo quasi omonimo francese il difensore brasiliano potrebbe, al termine della carriera, fare fortuna scrivendo una serie di volumi raccontando i suoi disastri che rovinano prestazioni invece quasi sempre molto positive sotto altri aspetti. Oggi peraltro anche Lafont (primo discepolo del maestro in tema di errori sanguinosi) e il resto della difesa erano in giornata tra il pessimo ed il tragico, e quindi esserne usciti con i tre punti sa di bonus, dopo tante partite in cui invece le cose erano girate al contrario lasciando manciate di punti preziosi.

Non che gli eventi ora prendano improvvisamente una piega meravigliosamente positiva e che si possa puntare a chissà che, sia chiaro. Però, ragionando in termine di morale e fiducia, la Fiorentina si avvicina con il vento in poppa alla partita dell’anno. Cioè la semifinale di andata di Coppa Italia con l’Atalanta: partita da cui dipendono molto più cose di una semplice, possibile, finale. Sembra chiaro infatti che investimenti della proprietà, mantenimento dei giocatori più forti (Chiesa in primis) e conferma della guida tecnica dipendano tutti da quello snodo. Un approdo alla finale romana darebbe nuova linfa a tutto quanto, un’uscita con i bergamaschi (forti, fortissimi, bravi, bravissimi… ma non la Juventus) invece equivarrebbe ad aprire le porte della stalla, con conseguente fuga “del bestiame”. Vedremo, intanto però ci preme segnalare il mutamento genetico di Pioli: da quando gli hanno comprato Muriel è diventato un’altra persona! Forse non sarà diventato Zeman, però sembra aver imboccato deciso la strada del coraggio e dell’ardimento: anche oggi, sul 1-1, fuori Benassi e dentro Simeone. Tre punte più Gerson, e sia come sia. Siamo quasi commossi: dopo mesi e mesi di accorate richieste finalmente si è cambiato modus vivendi. Alleluia!