COME LA NIPOTE DI MUBARAK. E ORA, PER IL M5S, E’ LA FINE

DI LUCIO GIORDANO

Premessa: Alganews ha sempre difeso il M5s dagli attacchi dei media  più schierati. Pur non condividendo alcune scelte dei 5 stelle ha anzi visto con favore quella che si era presentata in questi anni come la formazione  del cambiamento. Senza pregiudizi ha sposato o combattuto le tesi dei grillini, dando credito al partito, come sul reddito di cittadinanza,  e contestandone alcune decisioni.

Questo fino a pochi giorni fa, questo fino a ieri. Abbiamo infatti già detto che affidare una decisione così importante, come il caso giudiziario sulla Nave Diciotti, ad un campioncino di iscritti , 50 mila, su un totale di 60 milioni di italiani e di dieci milioni e mezzo di elettori dei 5 stelle, era assolutamente sbagliato. Avrebbero dovuto essere i vertici del partito ad assumersi  una responsabilità così pesante. Hanno invece fatto come Ponzio Pilato, lavandosene le mani. Alla fine  è stato  deciso di liberare Barabba . Il ‘televoto’ grillino è finito 60 a 40, segno evidente di una spaccatura interna profondissima. Trentamila persone in tutto hanno salvato il segretario della lega nord per l’indipendenza della Padania Matteo Salvini. Lo stesso che a fine estate aveva sfidato la magistratura, salvo fare una frettolosa marcia indietro quando qualcuno deve avergli fatto notare che rischiava grosso, che il sequestro di persona è punito con una pena che va dai 3 ai 15 anni di reclusione. E per Salvini, la spavalderia della stagione calda si era trasformata nel ruggito del coniglio dei primi freddi. Ma intanto i vertici del M5s devono essersi fatti due conti. Mandare a processo il segretario della lega nord per l’indipendenza della padania significava far cadere il governo, concludere anzitempo la loro carriera politica. Ed ecco  dunque la genialata del voto on line sulla piattaforma Rousseau, per salvare capra e cavoli.

Risultato: i 5 stelle hanno sdoganato il grido di dolore di Berlusconi contro i giudici cattivoni. Allineandosi al nemico dei loro esordi,  hanno fatto come ai tempi della votazione su Ruby Rubacuori. Sì, la nipote di Mubarak. Ricordate quando la destra, per non far inquisire  l’ex premier, si inventò quella balla sulla minorenne marocchina? Ecco, uguale. Già, evitare di mandare a processo Salvini è stato per il Movimento 5 stelle proprio  come ammettere che  Karima El Mahroug fosse la nipote del presidente d’Egitto. E questo senza voler andare più indietro nel tempo, aprendo così squarci preoccupanti sulla prima repubblica tanto vituperata e che sembra ancora non esser finita. La seconda repubblica dei Di Maio dei Di Battista delle Taverna, infatti,  somiglia tanto  alla prima e loro appaiono  i degni eredi della Dc dei Gava, degli Andreotti, dei Tambroni. A voler essere generosi, dei Forlani o dei Mancino. Questo resta del Movimento 5 stelle. Cosa hanno da dire Nugnes, Fico, Morra, Elena Fattori, cioè il volto migliore del Movimento, di questa svolta sovranista e di destra estrema del loro partito, voluta da Giggino e dai suoi scudieri?

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Adesso: che senso ha un partito che si comporta come un Paniz qualsiasi? Nessuno. La spaccatura netta , ma  tardiva anche per una scissione , e le  proteste veementi di molti elettori a 5 stelle la dicono lunga sull’agonia che si appresta ad affrontare il Movimento. E le parole di Paola Taverna , ” Chi non è d’accordo, se ne vada”, suonano come l’ennesima epurazione ma soprattutto suonano  come  campane a morto per una forza politica che solo un anno fa aveva conquistato i voti del 33 per cento degli italiani che si recarono alle urne. Quale democrazia interna c’è se chi perde viene dileggiato in quel modo e invitato ad andarsene? Certo si dirà: le espulsioni, in un recente passato,  ci sono state anche nella Lega di Salvini, vedi il sindaco di Verona Tosi. Ma almeno la lega nord per l’indipendenza della padania ha sempre ammesso di essere una forza politica verticistica e , obiettivamente, senza grosse aperture democratiche. Converrete: i 5 stelle degli esordi erano diversi, nettamente diversi.

Resta però l’amarezza per un Movimento che aveva in mano l’italia e a cui gli italiani avevano affidato le chiavi dei loro cuori, tutte le loro speranze di riscatto, e ora si ritrovano, per salvare la poltrona incollata con il miglior attaccatutto in commercio , a convivere con un partito sovranista e xenofobo,  il cui capo politico, a dar retta alla gran parte dell’opinione pubblica, ha commesso un sequestro di persona in piena regola, fregandosene della costituzione. “La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altre restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dall’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto”. L’articolo 13 ci indica insomma  che alle 177 persone a bordo della Diciotti è stata preclusa la libertà individuale, poche storie. Anche i bambini capiscono  che l’atto di Salvini è da considerarsi mero interesse politico e non certo un provvedimento per proteggere la nazione  da chissà quali attacchi esterni. Poi i tifosi possono dire quel che vogliono e ci si può anche mantenere cauti nell’esprimere sentenze  ma, ad essere obiettivi, la realtà è questa.

Tornando ai 5 stelle: Di Maio vorrebbe rifondare il partito, puntare ad una maggiore presenza sui territori,  ma sono già in molti, ad iniziare dal padre fondatore Beppe Grillo,  a chiedersi che senso abbia ancora il M5s, questo M5s. Per molti, nessuno. Ormai  sono da considerare come tutti gli altri partiti. La presunta differenza, alla prova dei fatti, non c’è più. Onestà onesta.  Su cosa, per cosa? La legge è uguale per tutti e i politici sono come  gli altri cittadini . Ma davvero? E allora Salvini? Evitassero almeno di continuare a prendere in giro i propri elettori.  Del resto ciò che è emerso in questi mesi è che tra i vertici  del movimento e l’attuale ministro dell’interno non sembrano   esserci più  grandi differenze politiche, ideologiche, comportamentali. Anzi, a sentire parlare Di Maio o Toninelli si potrebbero  tranquillamente scambiare per ministri leghisti.  Con posizioni così sdraiate nei confronti del loro alleato di governo che li sta cannibalizzando, tanto varrebbe allora  confluire direttamente  nella Lega nord per l’indipendenza della padania, come pare alcuni elettori siano già  intenzionati a fare. Gli altri, quelli che credevano in sacrosasante battaglie ambientaliste, di trasparenza e uguaglianza, e avevano sposato le istanze progressiste e di sinistra del movimento ? Un consiglio: si rassegnino a cercare un’altra casa comune o a rifugiarsi  nell’astensione, fenomeno democraticamente ancora più triste.

Da ieri intanto gira sul web un post sarcastico: ” Se decidi di rapinare una banca e sequestri delle persone,  rivolgiti alla piattaforma Rousseau: verrai salvato dalla galera. In fondo, 1 vale 1″. E’ la fotografia esatta di come  viene considerato il Movimento oggi: polvere di stelle. Siamo inesorabilmente ai titoli di coda. Alla parola fine manca poco . Ma non c’è da esserne contenti.