COMMISSARIO RECORD. MONTALBANO FA IL 43,5% DI SHARE

DI CHIARA BERNARDINI

Sempre più alta l’ondata positiva per Rai che ieri ha raggiunto share da record grazie al successo di Montalbano. Il secondo dei due episodi ha tenuto incollati davanti alla televisione 10 milioni e 150 mila spettatori.

“Un diario del ’43” era il titolo dell’ultimo appuntamento di questa stagione. Due episodi, un protagonista e tanti i misteri tornati dal passato. Il commissario non solo ha festeggiato i vent’anni di carriera in tv, ma si è fatto spazio nella top ten dei programmi più visti. Un tale successo che ha portato alla conferma di una nuova stagione e – come ormai la tradizione vuole – saranno due le puntate sull’antieroe creato dalla penna di Camilleri. A maggio partiranno le riprese del regista Alberto Sironi e la messa in onda sul piccolo schermo è prevista per la primavera 2020.

I temi trattati quest’anno portano con sé un’importante rilevanza di attualità. Il presente che si mescola ad un passato non troppo remoto, forse al giorno d’oggi sottovalutato e purtroppo quasi dimenticato. Partendo da uno degli argomenti più discussi nell’ultimo periodo, ma non solo – i migranti nella puntata dell’11 febbraio– Montalbano è arrivato a trattare il Fascismo con contemporanea durezza e raffinatezza.

Protagonista dell’episodio, l’autore di un diario scritto durante la Seconda Guerra Mondiale, un sostenitore del movimento fascista, allora ragazzo, che espresse i suoi ideali nero su bianco. Pagine che saranno ritrovate per caso, più di 70 anni dopo, durante la demolizione di un silos.

Ad interpretare il ragazzo ormai cresciuto l’elegante John Zuck, già conosciuto dal pubblico per Il Padrino parte II e I Soprano.

Nel corso dell’episodio è stato inoltre reso omaggio a uno dei colossi della serie, scomparso nel 2017. La malattia di Marcello Perracchio – che per molti anni ha interpretato paradossalmente proprio un medico, il dottor Pasquano – vince su di lui nell’estate di due anni fa, dopo una lunga battaglia.
“Rimarrà insostituibile” commenta l’intero staff prima di ricordarlo attraverso un toccante “funerale cinematografico”.