TESTIMONE DI GEOVA ACCETTA TRASFUSIONE. LE SUE FIGLIE LA RIPUDIANO

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

La storia ha inizio tre anni fa quando Grazia Di Nicola, 48 anni, di Colliano in provincia di Salerno, testimone di Geova, dovette sottoporsi ad un intervento chirurgico. Aveva rifiutato le trasfusioni di sangue secondo il suo credo, ma il complicarsi del suo quadro clinico spinsero i dottori a fare pressione su di lei affinché cambiasse idea poichè rischiava di perdere la vita. Fu una decisione molto sofferta. Grazia Di Nicola accettò di fare quanto indicato dai medici per salvarsi la vita ma da quel momento tutto intorno a lei cambiò. Sono ormai settimane che non sente più le sue amate figlie. In primis fu espulsa dai Testimoni di Geova, poi le tre figlie, anche loro testimoni di Geova l’hanno ricusata. Le tre ragazze di 30, 25 e 21 anni troncarono il rapporto con la famiglia e lasciato la casa dei genitori e sono ospiti di altri testimoni di Geova nella stessa Colliano. Tre settimane fa però le tre giovani donne hanno lasciato Colliano e ora la famiglia ha perso le loro tracce. La mamma lancia un appello alle figlie: “papà, il vostro fratellino ed io vogliamo solo essere sicuri che stiate bene. Rispettiamo le vostre decisioni in campo religioso, questo è fuori discussione. Ma voi rendetevi conto del nostro dolore, voi sapete il bene che vi vogliamo, chiamateci”. La donna conserva con amore i giocattoli delle tre figlie e li abbraccia con amore ricordando i giorni felici. Le ricorda piccoline e sorridenti e racconta: “io ho vissuto il terremoto dell’Ottanta, se quella tragedia si ripetesse oggi, se ci fosse una scossa proprio in questo momento, io non saprei in quale casa sono le mie figlie. Questo non riesco ad accettarlo. È già accaduto in passato un incidente e noi siamo rimasti all’oscuro di quello che era successo, scoprendolo solo molto dopo. Non è normale per un genitore che ha cresciuto con sacrifici i propri figli non sapere dove si trovino, non so che cosa fare, spero che riescano a capire quanto stiamo soffrendo per loro e si facciano vive”.