FOLIGNO SI INDIGNA CONTRO IL RAZZISMO FRA I BANCHI DI SCUOLA

DI LUCA SOLDI

 

Foligno, la città che vide quel Santo chiamato Francesco dedicare, da quel momento, la sua esistenza ai più fragili e che lo vide abbandonare tutti i suoi beni per destinarli agli ultimi, è testimone di un gravissimo fatto di discriminazione razziale.

Foligno è testimone ed al tempo stessa vittima essa stessa e scandalizzata per quanto è avvenuto in una sua scuola elementare 

Un bambino di fronte ai suoi compagni di classe sarebbe stato messo all’angolo per un “esperimento” ordinato dal maestro: sarebbe stato messo faccia alla finestra con tutto il banco a fissare un punto rosso. Con le spalle al resto della classe perché lui, dieci anni appena, avrebbe la colpa, porterebbe con se la colpa di essere un alunno di colore, figlio di una famiglia di immigrati residente appunto a Foligno. 

Gli sarebbe stato detto: “Ma che brutto che è questo bambino. Girati così non ti devono guardare”. 

Negli stessi giorni il clima di odio e razzismo perpetrato nel Paese avrebbe colpito anche la sorellina.

Nella nella classe della bimba di un anno più piccola, si sarebbe arrivato a apostrofarla scimmia: “Ti chiamo così?” come poi la bimba avrebbe riferito la bimba ai genitori.

Gli episodi sono avvenuti il 7 ed il 9 febbraio scorsi e dopo un esposto formale presentato dalla famiglia al dirigente scolastico, subito arrivato la comunicazione all’Ufficio regionale e poi al Ministero.

L’insegnante di 43 anni, con contratto a tempo determinato, in scadenza a giugno che faceva supplenze alle elementari avrebbe ricevuto comunicazione della sospensione dal servizio 

Davvero debole la giustificazione del maestro, anche davanti alle autorità scolastiche, che ha sostenuto si trattasse di un “esperimento sociale” nell’ambito di una lezione sulla Shoah. Peccato che non avesse avvertito nessuno e peccato che lo stesso esperimento-trattamento lo avesse riservato alla sorellina la quale, davanti a una classe di bimbi indignati, è stata “interrogata” e le sarebbe stato chiesto perfino se sapesse parlare l’italiano. Umiliata fino a farla piangere. Come hanno raccontato i compagni a casa.

Naturale il risentimento e l’indignazione nella scuola, fra i genitori e nella stessa città.

Come naturale il profondo dolore dei genitori dei bambini discriminati: “Nostra figlia chiamata scimmia, il bambino umiliato davanti a un’altra classe”

“A nostra figlia ha detto: sei così brutta che possiamo chiamarti scimmia” hanno detto nello studio dell’avvocato Silvia Tommasoni, che stamattina porterà le carte in procura, Odigie e Favour, papà e mamma dei due bambini nigeriani messi all’indice dal maestro e presi in giro davanti a tutta la classe per il colore della loro pelle, raccontano quello che “è tutto meno che un esperimento sociale”, come ha provato a difendersi il mestro Mauro Bocci dalle contestazioni della dirigente scolastica. Sulla vicenda, che ha già portato alla decisione del Miur di sospendere il maestro, la procura di Spoleto ha ordinato ieri un’indagine al commissariato di Foligno.