ELEZIONI IN SARDEGNA. E SE A VINCERE FOSSE MASSIMO ZEDDA?

DI LUCIO GIORDANO

Chiariamo subito un punto: quelle in Sardegna non sono elezioni come altre. Oggi sarà infatti  il giorno della prova di forza di governo. E’ chiaro che se il suo candidato, Francesco Desogus, si allontanasse di molto da quel quaranta  per cento ottenuto alle politiche del quattro marzo scorso, per i cinquestelle la crisi sarebbe conclamata e avrebbe ripercussioni anche sul governo nazionale.

I sondaggi danno in testa Christian Solinas, del fronte della destra radicale , una decina di liste unite ma disunite e  con l’unico intento di prendersi l’isola. Qualcuno conosce questo Solinas al di fuori della Sardegna? No. E il motivo è presto detto. La campagna elettorale l’ha fatta in pratica il  solo  Salvini. Una campagna tambureggiante, indisponente, a tappeto e, secondo molti isolani,  una campagna anche falsa. Se dovesse vincere per davvero Solinas, in molti già dicono che la sua presidenza sarebbe commissionata da qualche pretore del nord. Il che, converrete, per l’orgoglio dei Sardi. non sarebbe il massimo.

Solinas presidente come una foglia di fico? CHissà. Ma, attenzione, non è detto che il fronte della destra radicale si aggiudichi la Sardegna. Salvini infatti  ha compiuto diversi errori. Proviamo a metterli insieme. E’ stato contestato di continuo dai giovani,  e ha risposto a tutte le contestazioni mettendo i ragazzi alla gogna sul suo profilo facebook. Un comportamento quantomeno scorretto, che potrebbe pagare amaramente. Quando i giovani si incazzano sono capaci con il loro tam tam di spostare molti voti. Secondo: La camicia con i quattro mori. Stavolta la sua mise da uomo tramezzino non è piaciuta ai sardi, gente seria e concreta che detesta le piaggerie.

Terzo ma non certo ultimo argomento: la protesta dei pastori sardi. Il segretario della lega nord per l’indipendenza della Padania, nonchè attuale ministro dell’interno, aveva promesso la soluzione del problema in quarantotto ore. Ne sono passate novantasei e non si è risolto niente. Anzi. Alla fine i pastori sono stati addirittura  denunciati per blocco stradale e molti di loro si sono sentiti del tutto beffati. Inoltre il fatto che la protesta dei pastori sardi venga discussa solo dopo le elezioni, suona a tanti, nell’isola, come una sorta di ricatto: se votate per noi, riapriamo la trattativa, altrimenti lasciamo perdere. Questa è la voce che ci circola, da Cagliari a Sassari.  Vero, falso? Difficile dirlo. Numerosi sono però i  sardi che sposano questa ipotesi da avvertimento elettorale.

E’ chiaro, dunque,  che a conti fatti sempre più sardi sono pronti a votare Massimo Zedda, candidato di Leu e del Pd, nonchè sindaco di Cagliari, che ha ridato al capoluogo di regione,  smalto e prestigio. Insomma è chiaro che i sardi, solitamente popolo intelligente e concreto, ha già in tasca  il suo candidato. Zedda, in effetti,  rappresenta la certezza che le cose verrebbero fatte bene  e molti poi  si sono legati al dito l’insulto di Salvini, che da domani  vorrrebbe spedire fuori dall’isola lui e il centrosinistra. Zedda ha risposto all’insulto con eleganza. Forse troppa. In una politica che predilige l’arroganza e la violenza verbale essere educati  spesso non paga.

Eppure in questa Sardegna spazzata dal vento sono in molti a sostenere che la vittoria di Zedda  e a portata di mano e rappresenterebbe una svolta ,   non solo per l’isola ma per tutto il centrosinistra e per gli equilibri nazionali. Con lui, sardo al cento per cento. i problemi della Sardegna sarebbero al centro della sua presidenza. E soprattutto si eviterebbero ingerenze dal nord Italia, come prevedono i più, Si, parlano proprio di  ingerenza le famiglie Piras, Sanna, Porcu, Usai. Del resto, se ci fate caso, Solinas nei comizi era sempre un passo indietro.  Dovesse vincere, Salvini si intesterebbe la vittoria. MA, come sostengono in tanti in Sardegna,  a governare sarebbe  uno che ne farebbe solo  le veci. Conviene, ai sardi, uno così?