IRAN: SI DIMETTE ZARIF, L’ARCHITETTO DELL’ACCORDO SUL NUCLEARE

DI ALBERTO NEGRI

Le dimissioni di Javad Zarif mettono all’angolo il governo del presidente Hassan Rohani già sotto pressione dei conservatori: la condizione posta dalla Guida Suprema Ali Khamenei per non abbandonare il trattato sul nucleare del 2015, stracciato da Trump, era che l’Europa fosse in grado di superare le sanzioni Usa e questo non è avvenuto. Una sconfitta per i moderati iraniani, per l’Europa, per la stabilizzazione del Medio Oriente e un problema in più per Putin: l’interlocutore iraniano, alleato in Siria, diventerà meno malleabile. Zarif, l’architetto dell’intesa nucleare, ho avuto modo di incontrarlo diverse volte in occasioni ufficiali e informali: ironico, intelligente, empatico, sempre disponibile anche con il pubblico. Sappiamo che ci mancherà.

Il primo è Moavero che ha partecipato alla riunione di Varsavia contro l’Iran pur di compiacere Trump. Ma ancora peggio è Salvini che fa tutto quello che gli dice il premier israeliano Netanyahu e si è opposto ai piani per superare le sanzioni Usa. L’Italia era il primo partner commerciale europeo di Teheran e ha 25 miliardi di euro di memorandum d’intesa per le imprese italiane in Iran.